Lun. Apr 19th, 2021

Nuove e rilevanti scoperte storiche vengono portate alla luce dal libro “Rivolta fascista o di popolo? I partiti politici di fronte alla rivolta di Reggio e la strage di Gioia Tauro” di Agostino Raso (Città del Sole edizioni). Il libro ricostruisce alcune vicende che sono accadute durante la rivolta di Reggio Calabria quando, tra il luglio 1970 e il febbraio 1971, la città esplode contro la decisione di fare di Catanzaro il capoluogo di regione.

In particolare, esse sono: la strage di Gioia Tauroavvenuta il 22 luglio 1970, l’incidente stradale del 26 settembre 1970 in cui perdono la vita i cinque anarchici della Baracca (Gianni Aricò, la fidanzata AnneliseBorth, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso), il dibattito tra la base reggina e i vertici della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano.

L’autore affronta l’argomento con metodo storico scandagliando sentenze, verbali politici, migliaia di documenti provenienti dai maggiori archivi italiani o desecretati dal governo Renzi.

Viene svelata la verità sulla vicenda del deragliamento di Gioia Tauro ripercorrendo le prime indagini effettuate, i depistaggi, e le connessioni tra la morte dei cinque anarchici della Baracca con la “strategia della tensione” e il periodo delle stragi in atto in quegli anni in Italia.

Ciò che emerge è che la sottovalutazione da parte del Pci della rivolta che spiana la strada ad un crogiuolo di eversione nera, neofascismo, ‘ndrangheta e massoneria deviata che s’intrecciano con il tentativo golpista di Junio Valerio Borghese.

Inoltre un’analisi precisa e puntuale si effettuata sulle ragioni del malessere e del dissenso che si levano dalla base reggina sia della Dc che del Pci contro i vertici dei due partiti durante la rivolta, e sulla tensione che scaturisce tra il senso di appartenenza territoriale, ossia “la regginità”, e l’adesione all’ideologia dei partiti.

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