Dom. Apr 18th, 2021

Resta dunque aperto alle lezioni in presenza solo il Tecnico per il turismo

È arrivata nel pomeriggio di ieri l’ordinanza del sindaco di Marina di Gioiosa Geppo Femia che dispone la chiusura per dieci giorni, precisamente fino al sette di marzo, delle scuole dell’infanzia, primaria e media sul territorio comunale a causa del diffondersi dei contagi.

Nei giorni scorsi infatti due alunni, uno di terza media ed uno di terza elementare erano risultati positivi, ed immediatamente era stata disposta la quarantena cautelativa per alcune classi e docenti, con l’avvio della didattica a distanza. Dai nuovi tamponi effettuati anche nel plesso “Figlie di Maria Immacolata” sono stati riscontrati casi di positività, ed altri potrebbero venirne fuori dai test ancora in attesa di essere esitati.

«La propagazione del morbo pandemico va sottoposta ad attento monitoraggio – si legge nell’ordinanza a firma del primo cittadino – poiché l’agente patogeno risulta mutato in alcuni ceppi in corso di diffusione sul territorio nazionale. Benché in ambito scolastico siano garantite le condizioni di controllo richieste dai protocolli – conclude il sindaco – non possono essere esclusi singoli episodi o comportamenti che costituiscono occasione di contagio».

La chiusura disposta sarà anche l’occasione per consentire la sanificazione degli interi plessi «riducendo le occasioni di contatto tra minori, operatori della scuola e genitori», mentre l’ente è al lavoro per individuare e circoscrivere eventuali focolai.

È arrivata poi nella serata la decisione di bloccare anche la frequenza degli asili nido presenti sul territorio comunale. Rimane ancora aperto l’unico istituto superiore presente sul territorio comunale, il Tecnico per il turismo. Secondo quanto emerso nei giorni scorsi da settimane si sono registrati casi tra il personale, mentre la scorsa settimana un professore era risultato positivo. L’unico provvedimento attuato è stata l’attivazione della didattica a distanza per alcune classi, mentre in tanti si chiedono se non sia necessario fermare la frequenza anche in questo caso, decisione pesante ma ancor più importante in un istituto che ospita alunni e personale proveniente da buona parte della provincia, e quindi per la maggior parte pendolari.

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