Dom. Apr 18th, 2021

Carlo Tansi, candidato alle regionali con il movimento Tesoro di Calabria, fa il punto della situazione della sanità in Calabria, che è al collasso.

«Si è registrato un taglio del personale – ha detto – pari ad addirittura il 17.1% che equivale alla perdita di circa 3.900 dipendenti nel periodo compreso fra il 2010 e il 2016. Nello specifico parliamo di un meno 15% nella componente medica, passando per un saldo negativo pari al 24% relativamente alle figure tecnico-professionali. Calati in modo drastico, ovvero del 60% negli ultimi 21 anni, pure i posti letto. Una diminuzione da 9.915 a soli 5.874 solo in una manciata di anni recenti (un taglio del 40.8%.
Si è, così, passati dai già pochi 3 posti letto per 1.000 abitanti del 2013 all’1.95 di adesso. E che dire poi dei 18 ospedali chiusi, in ossequio alla logica di un risparmio del tutto presunto, con decine di zone e località, anche grandi, lasciate sguarnite. Prive insomma di un Pronto Soccorso».

«Basti pensare – ha aggiunto – al riguardo all’area metropolitana di Reggio che ha perso i presidi di Palmi, Scilla, Siderno, Taurianova e Oppido Mamertina, o al territorio di Cosenza, senza più un nosocomio in centri quali Cariati, Lungro, Mormanno, Praia a Mare, San Marco Argentano e Trebisacce. Ma se Atene piange, Sparta di certo non ride. Ed ecco allora che a completare l’elenco dei ‘lucchetti’ agli ospedali nelle altre province calabresi figurano ad esempio le cittadine di Chiaravalle Centrale e Soveria Mannelli per Catanzaro, Soriano per Vibo e Mesoraca per Crotone. Come se non bastasse, a tutto ciò si sono aggiunti lo spreco di denaro pubblico dovuto alle sempre crescenti infiltrazioni mafiose e non solo. Emblematico, in proposito, il caso dell’Asp reggina, commissariata proprio a causa delle indebite ingerenze della ‘ndrangheta con un conseguente deficit di svariati milioni di euro. Cifre a cui si è peraltro arrivati, come ha denunciato l’ex commissario Santo Gioffrè, in virtù di un sistema di doppi o addirittura tripli pagamenti a strutture private convenzionate. Uno sperpero di fondi su cui è intervenuta anche la Guardia di Finanza».

«Comunque sia – ha proseguito Tansi – i motivi del collasso del sistema sono chiari: notevole carenza di personale medico, infermieristico e di supporto; ripetuti episodi di malasanità; disorganizzazione per così dire programmata allo scopo di privilegiare la rete delle cliniche private e nosocomi sfruttati anche quali bacini elettorali. Ma potrei continuare citando la situazione delle strutture molto vecchie che non rispettano i requisiti normativi o di quelle con i reparti nuovi che, però, rimangono inutilizzati perché in attesa di collaudo».

«E del resto – ha detto ancora Tansi – tutto questo lo ha spiegato molto bene davanti alle telecamere di ‘Presa diretta’ il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri: “C’è un disordine organizzato che inerisce in particolare all’apparato della pubblica amministrazione in cui spesso si annida la criminalità organizzata. Non sarebbe altrimenti possibile che oltre il 75% del bilancio della Regione sia destinato a una Sanità, malgrado ciò, palesemente inefficiente”».

«Parole come pietre – ha concluso – a cui c’è poco o nulla da aggiungere, se non che la politica, anzi la malapolitica locale, ci ha messo del suo. Ecco perché noi possiamo essere artefici del nostro destino, mandando a casa questa gente che ha difeso interessi particolari dei soliti noti per decenni. Tocca quindi ai calabresi tutti decidere cosa vorranno fare con il voto per cambiare il loro futuro e quello dei propri figli». (rrm)

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