Mer. Apr 14th, 2021

Albanese annuncia: «L’azione del nostro comitato continuerà sino a quando non avremo ottenuto fatti concreti». Ritenuto inspiegabile il silenzio dell’AspAvvertita la necessità di confrontarsi con i vertici dell’Azienda perché «non vogliamo che si incorra in nuovi errori»

Anche domenica scorsa il comitato pro Casa della Salute ha protestato con il rituale sit-in davanti all’ospedale per la mancata attivazione della struttura sanitaria e, soprattutto, per l’indifferenza dell’Azienda sanitaria provinciale, invitata più volte a un confronto che al momento non c’è ancora stato.

Anche se, è giusto dirlo, sia Sasà Albanese che Francesco Martino, i due leader del comitato, hanno dato atto della disponibilità dimostrata dal responsabile del Distretto sanitario Domenico Carbone, incontrato nel corso dell’ultima settimana per un colloquio interlocutorio.

Tra i cittadini che hanno partecipato alla manifestazione di protesta c’erano anche due medici dell’ospedale di Locri, la dott.ssa Emmida Multari, punto di riferimento del reparto di Cardiologia, e il dott. Giovanni Condemi, responsabile del reparto di Oncologia, con i quali abbiano scambiato qualche battuta soprattutto sull’attuale andamento della situazione all’interno della struttura di Locri.

«Siamo allo stremo» ha detto Multari, che aveva appena terminato un turno di notte. «Esiste una situazione di precarietà generalizzata, accomunata alle difficoltà della pandemia c’è anche la carenza di personale e la necessità di turni al limite della resistenza. Intanto questa struttura che potrebbe dare una grossa mano al sistema sanitario del territorio continua a rimanere chiusa».

Il dott. Condemi dal canto suo rileva che «i vertici della nostra Azienda rimangono sordi alle nostre continue, e ampiamente giustificate, richieste. I reparti del nosocomio sono affidati alla buona volontà degli operatori sanitari, costretti a fare i salti mortali per sopperire alle molteplici necessità che quotidianamente viviamo. Per amore di patria non mi soffermo, poi, su provvedimenti sbagliati che creano anche contrasti tra gli stessi medici, Ritengo sia necessaria maggiore attenzione altrimenti il nostro sistema sanitario anziché migliorare peggiorerà. Fanno bene i componenti di questo Comitato a manifestare non solo per l’attivazione della Casa della Salute ma anche e soprattutto per un assestamento del sistema sanitario del nostro territorio».

Sasà Albanese dal canto suo afferma di ritenere che « l’azione del nostro Comitato debba continuare sino a quando non avremo ottenuto fatti concreti. Grazie ai giornali e ai media siamo riusciti a fare accendere i riflettori su questa struttura che, se non viene attivata per come merita, rimane un grosso neo della sanità pubblica calabrese. Dell’ospedale di Siderno si è occupata anche la televisione nazionale ed è evidente che con le grosse necessità che esistono oggi, a causa della pandemia, l’inutilizzo di una struttura ospedaliera di questo genere è una grossa vergogna».

Anche Francesco Martino dice la sua: «Non riusciamo a capire questo silenzio da parte dell’Asp . Sappiano, per vie traverse, che il clamore mediatico suscitato dalla nostra iniziativa ha “sbloccato” in qualche modo il problema della Casa della salute, passata al vaglio di Invitalia, e che è ripreso l’iter burocratico per portare alla sua attivazione. Ma abbiamo anche la necessità di confrontarci con i responsabili dell’Azienda sanitaria provinciale proprio perché non vogliamo che si incorra in nuovi errori e in nuovi fermi oltre al fatto che sarebbe opportuno fare un discorso generalizzato sull’intera problematica sanitaria del territorio della Locride. Noi continueremo la nostra protesta sino a quando non saremo ascoltati».

ARISTIDE BAVA

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