Dom. Apr 11th, 2021

C’era un movente di natura passionale e non il mancato pagamento della corsa del taxi da parte di un extracomunitario di nazionalità africana dietro l’omicidio del tassista cosentino, Antonio Dodaro, di 53 anni, accoltellato il 7 gennaio del 2000 più volte alla gola e al torace e poi, a seguito delle gravi ferite, morto dopo 6 giorni trascorsi in convalescenza tra ospedale e abitazione della stessa vittima. A distanza, quindi, di un anno dall’efferata e tragica aggressione che creò tanto sgomento, rabbia e incredulità in tutto il capoluogo cosentino, a stringere le manette ai polsi dell’assassino e a fare così luce sul vero movente dell’orribile fatto di sangue, sono stati gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, guidata dal primo dirigente, Fabio Catalano. Con l’accusa, quindi, di “omicidio aggravato da futili motivi” è finito in carcere Antonio Chianello, 35 anni, originario di Paola.

Il grave e inquietante fatto di sangue è stato ricostruito nei minimi particolari dallo storico settimanale nazionale “Cronaca Vera”, diretto dal giornalista Giuseppe Biselli, e in edicola da martedì scorso, 9 febbraio. A curare il servizio sul settimanale di fatti e attualità è stato l’esperto di “cronaca” calabrese, il giornalista Antonello Lupis.

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