Mer. Apr 21st, 2021

“Due oggi sono stati spediti in Belgio dove c’è la casa madre. Dove andranno non so, ma intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti”

Sul caso delle dosi di vaccino anti Covid di AstraZeneca nello stabilimento di Anagni interviene il premier Mario Draghi. “Sabato sera ricevo una telefonata della presidente della Commissione Ue su alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati giacenti presso lo stabilimento di Anagni” dove “si infiala” il vaccino Astrazeneca, ha spiegato il premier nella sua replica in Aula alla Camera, rispondendo al deputato di Fdi Tommaso Foti.

“Mi si suggeriva un’ispezione. La sera stessa -ha aggiunto- ho chiamato il ministro Speranza, da cui dipendono i Nas, e i Nas sono andati immediatamente e la mattina successiva, dopo aver lavorato tutta la notte, hanno identificato dei lotti in eccesso che a quel punto sono stati bloccati. Due oggi sono stati spediti in Belgio, dove c’è la casa madre. Ma sono lì, da lì dove andranno non so, ma intanto la sorveglianza continua per i lotti rimanenti”.

Sui vaccini, ha evidenziato il presidente del consiglio, il “coordinamento europeo va cercato e bisogna far di tutto per rafforzarlo, se poi non funziona vanno trovate altre strade. Questo è pragmatismo, ma non in senso negativo per l’Europa”.

“Stiamo ancora imparando, non ci siamo fermati, l’insidia e la difficoltà di capire quello che sta succedendo sono ancora presenti. La delusione dei cittadini europei è stata grande. Non so se ci sono stati errori, non ha tanta importanza, bisogna avere un’umiltà di giudizio e guardare al futuro: ora le cose vanno meglio. C’è il nuovo commissario Breton, che è bravissimo, bisogna guardare ai segni positivi all’orizzonte. Bisogna far di tutto per rafforzare il coordinamento europeo, non metto la ricerca di altre strade prima dell’Europa, non c’è nessun vantaggio, la scelta europea è stata giusta” e resta “la prima strada”.

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