Lun. Apr 19th, 2021

‘Caso Castorina non può essere derubricato a fatto isolato’

“Da quando quelle forze che vogliono davvero cambiare la Calabria hanno scelto me come candidato alla presidenza della regione, abbiamo assistito a tante lezioni sul modo di fare politica, di costruire alleanze, di rinnovare la classe dirigente. È chiaro che facciamo paura a chi non vuole cambiare, a chi vuole che la Calabria resti esattamente com’è, legata a una pseudo alternanza che di fatto l’ha impoverita e continua a farlo”. Lo scrive su Facebook Luigi de Magistris, candidato Presidente alla Regione Calabria. “Io – prosegue – accetto e ho sempre accettato ogni confronto, soprattutto quando avviene con chi vuole sinceramente arrivare a un obiettivo comune: costruire il cambiamento con persone libere, oneste, competenti, coraggiose e trasparenti. È un tema non da poco, ma qualcuno vorrebbe passasse in secondo piano in nome di calcoli e alchimie, pensando che basti mettere qualche giovane in lista per fare una operazione di maquillage politico. Considerazioni che non mi sono mai appartenute. La questione che si va delineando a Reggio Calabria, con i recenti arresti, in merito alle ultime consultazioni elettorali ci dice esattamente questo: l’argomento non è essere giovani, ma essere liberi, onesti, competenti, coraggiosi, trasparenti. Il consigliere comunale Castorina, che parrebbe vertice di un sistema come minimo moralmente disgustoso, è anagraficamente giovane, rappresenta anzi un figlio del Pd reggino, primo degli eletti del centrosinistra, già capogruppo del partito in consiglio comunale, delegato al bilancio della Città Metropolitana, membro della direzione nazionale del Pd, insieme a diversi altri incarichi che ne sanciscono un ruolo di primo piano in Calabria. Se non altro bisogna che una classe dirigente si interroghi almeno sulla capacità o l’incapacità di scegliere i propri rappresentanti e di dare loro ruoli apicali e, perfino, di controllo. Ecco perché – afferma ancora de Magistris – il caso Castorina non può essere derubricato a semplice fatto isolato, né il Pd può pensare di limitarsi ad una sospensione, perché al centro rimane il problema di un sistema che dà la possibilità a personalità del genere di emergere, rappresentare la cittadinanza, determinare scelte politiche da protagonista, come punta di diamante. A chi pensa che basti svecchiare la classe dirigente, rispondo che la questione non è affatto anagrafica, ma morale!”.

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