Ven. Apr 23rd, 2021

Dopo decenni di commissariamento del comparto rifiuti si pensava che il ritorno della competenza nelle mani della Regione potesse risolvere qualcosa. Ma così non è stato, anzi. Mentre in tutto il resto del mondo si sperimentano soluzioni a discarica zero, mentre il riciclo diventa fonte di lavoro e di economie locali, in Calabria restiamo ancorati alla famigerata logica dello scava e deposita. Prendiamo atto tristemente della mancanza cronica di programmazione e di efficientamento del settore, nonostante nei comunicati stampa la parola “riciclo” sia usata a profusione, e di come ancora una volta chi gestisce il comparto abbia abdicato agli interessi di pochi sacrificando la salute di tutte e tutti. Dunque nell’anno di grazia 2021 si continua a discutere di nuove discariche in questa martoriata Regione.
L’ultima idea di chi dovrebbe governare tutelando la salute dei cittadini e il territorio è quella di costruire una discarica con capienza di un milione e cinquecentomila tonnellate di rifiuti indifferenziati nel Comune di Firmo, ai confini con i Comuni di Saracena, Altomonte e Castrovillari. Uno sfregio ad un territorio in cui insistono vaste coltivazioni ed aziende di qualità, l’ennesimo affronto atto a garantire gli interessi di chi guadagna sui rifiuti a discapito del bene comune. Anche la discarica di Melicuccà è tornata in auge, ed anche lì zero bonifiche e zero verifiche, per un impianto che insisite su falde acquifere che servono decine di migliaia di persone con a poca distanza dai confini del Parco Nazionale d’Aspromonte.
Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di non affrontare il problema sistemico della gestione dei rifiuti e, soprattutto, di non volere scontentare i portatori di interesse. Nel mentre i piani di caratterizzazione e le bonifiche non si vedono e spendiamo fiumi di denaro in multe che ci arrivano dall’Europa.
La rivoluzione che stiamo portando avanti insieme a Luigi de Magistris porrà fine anche a questo enorme giro d’affari sulla pelle dei cittadini e dei sistemi produttivi e non possiamo che essere vicini alle popolazioni e ai comitati in lotta che si oppongono a questi scempi. Il nostro obiettivo è cambiare totalmente la gestione del ciclo dei rifiuti attraverso un lavoro che preveda, da un lato, l’implementazione del riciclo e, dall’altro, una gestione locale e pubblica che possa instaurare cicli virtuosi territoriali, in particolar modo di prossimità. Solo così eviteremo le produzioni di indifferenziata e scomparirà una volte per tutte la logica dello scava e deposita.

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