Mer. Apr 14th, 2021

«Tracceremo la linea politica sindacale sul territorio dove ricade il Gom, per individuare le priorità operative in relazione ai diversi nodi ancora da sciogliere e sollecitarne tutte le procedure per farlo diventare un ospedale a misura dei bisogni dei cittadini»

Pasquale Calandruccio è il nuovo segretario territoriale di Reggio Calabria dell’organizzazione sindacale Fsi Usae. La designazione è arrivata direttamente da Roma, perchè voluta espressamente dal segretario generale Adamo Bonazzi.

«Dopo un primo colloquio durante la sua venuta a Reggio Calabria – ha raccontato Calandruccio – abbiamo discusso della grave situazione in cui versa la sanità nella provincia di Reggio Calabria e in particolar modo in tutta la Calabria, e gli ho promesso di assumermi la responsabilità assieme a tutti i componenti del direttivo nominato dall’assemblea degli iscritti, che risulta composto dai seguenti dirigenti: Vincenzo Fortino, Gianfranco Minniti, Anna Repaci, Massara Giuseppe, Francesco Anoldo Scafaria, Carlo Paga, Caterina Romeo e Tiziana Marra.

Tutti assieme tracceremo la linea politica sindacale sul territorio dove ricade il Gom, per individuare le priorità operative in relazione ai diversi nodi ancora da sciogliere e sollecitarne tutte le procedure per farlo diventare un ospedale a misura dei bisogni dei cittadini, allo scopo di dare anche una frenata alla migrazione sanitaria che raggiunge in tutta la Calabria una spesa di circa trecento milioni di euro all’anno».

Secondo il neo segretario della Fsi Usae, «gli interventi da mettere in campo subito devono essere l’espletamento urgente dei concorsi; la stabilizzazione dei precari (medici, infermieri, Oss, biologi e tecnici di Radiologia e di Laboratorio); la riapertura di un secondo pronto soccorso all’ospedale Morelli, a sud della città, per decongestionare quello esistente che è invivibile, sia per i lavoratori che per l’utenza; l’apertura del reparto di Geriatria senza lasciare gli anziani all’Obi oppure nei corridoi dei reparti e organizzare un piano Covid che a tutt’oggi risulta molto lacunoso che mette a rischio sia l’utenza che i lavoratori».

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