Ven. Apr 23rd, 2021

“Sempre la stessa solfa, che se non ci fosse a far da sfondo alla vicenda un dramma infinito come il Covid, ci porterebbe a ispirarci all’impareggiabile Maurizio Crozza nel fare il verso al presidente facente funzioni Nino Spirlì. Uno che su aperture e chiusure e zone di varie colorazioni, a seconda dei potenziali pericoli, è un po’ come le targhe in Ztl, ossia va a giorni alterni, cambiando opinione alla velocità della luce”, è quanto scrive in una nota Carlo Tansi. “E, a riguardo, basti pensare proprio a quanto accaduto da sabato scorso a oggi. Un weekend di particolare trambusto per Spirlì, che è probabile abbia rivisto la sua idea sulla necessità, anzi l’impellenza, di chiudere la Calabria, leggendo i social. Un’autentica ossessione per il fin troppo mediatico Spirlì che antepone la realtà virtuale a quella reale, governando si fa per dire la Calabria in base a come gli suggerisce il popolo della rete. Un nuovo modo di fare politica, che ha superato dalla corsia di destra i Cinque Stelle dando vita alla democrazia del commento. Una forma diretta, che più diretta non si può, soltanto impraticabile perché del tutto parziale e priva di qualunque equilibrio. Ma tant’è, al presidente facente funzioni piace così. E dunque, così è, se vi pare… I veri problemi da affrontare restano tuttavia ben altri. A cominciare da una piattaforma delle vaccinazioni che non funziona. Soprattutto nel fondamentale meccanismo delle prenotazioni online, che nemmeno fosse chissà quale strumento complicato non è mai decollato. Ecco, allora, che non serve uno dotato di bacchetta magica a far andare meglio le cose qui da noi, ma basta uno capace di far funzionare mezzi elementari in modo da coniugare la sicurezza della salute pubblica con l’agognata opportunità per i cittadini senza una fonte di reddito di tornare a lavorare. A Spirlì però, al di là delle conseguenze del Coronavirus che come ovvio nessuno nega, fa probabilmente comodo strumentalizzare certi accadimenti considerato come a lui e all’intero centrosinistra la paura delle elezioni faccia novanta. Senza contare la gestione del potere per oltre sei mesi in capo allo stesso Spirlì malgrado la sua incapacità sempre più manifesta”, conclude.

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