Dom. Apr 18th, 2021

Errare è umano, perseverare invece diabolico e a quanto pare una vena satanica percorre gli uffici centrali del Ministero che con scelta infelicissima oggi si chiama “della cultura” (minuscolo sulla carta intestata). Lunedì 8 marzo, infatti, la Direzione generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio ha emanato una circolare che ribadisce e precisa i compiti della Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo, diventata operativa il 14 dicembre 2020 con la nomina del Soprintendente (peraltro registrata dalla Corte dei Conti a gennaio 2021 con una corposa nota di avvertenza). La nomina di un’archeologa di livello F1, qual è Barbara Davidde, a direttore di un istituto ministeriale dotato di autonomia speciale è stata resa possibile dal ricorso al solito art. 19 comma 6 della L. 165/2001: l’apoteosi dei nostri tempi! La circolare mette nero su bianco un’assurdità circa le competenze del nuovo ufficio che ho già segnalato all’attenzione generale, senza ottenere risposta all’interrogazione parlamentare né suscitare reazioni o smentite ufficiali; ho registrato solo i mugugni sul web da parte dei rapaces clientes che, più realisti del re, hanno tentato di giustificare l’ingiustificabile. 

Ora l’errore diventa sistema perché il testo conferma che, tra i compiti della nuova Soprintendenza, c’è “curare lo svolgimento delle attività di tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale subacqueo attribuiti di cui all’art. 94 del Codice dei beni Culturali, ossia quello rinvenuto nei fondali della zona di mare tra le 12 e le 24 miglia marine dalla linea di base del mare territoriale”. La DG Galloni conferma ed esplicita che la fascia di mare di competenza della Soprintendenza tarantina ricade in acque internazionali. Stento a trovare una logica nella istituzione di un Ufficio MiC che rivendica tali competenze, spettanti se mai al Ministero degli Affari Esteri, e che costa ai cittadini uno stipendio di direttore da 6000 euro al mese a fronte di compiti risibili e/o inattuabili.

Posso solo ipotizzare che l’avvenuta soppressione del Ministero Beni Culturali, sostituito da un ministero “della cultura” che non solo è ontologicamente altro ma, mentre scimmiotta l’omologo dicastero francese, svela inquietanti analogie con il fu ministero tedesco della propaganda, abbia dato la stura ad un’inedita concorrenza tra Farnesina e Collegio Romano. Se Di Maio ha varato il progetto Italiana subito dopo che Franceschini ha creato una Soprintendenza delle acque internazionali (risultato del primo tempo: 1-1), significa che i titolari dei due dicasteri hanno ben chiaro che il tema del patrimonio culturale materiale e immateriale è stato espulso, letteralmente, fuori dai confini nazionali.

Margherita Corrado (Senato Gruppo Misto – Commissione Cultura)

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