Mar. Ago 16th, 2022

Le previsioni del modello Gerli, un ingegnere che aveva ben previsto l’andamento a Milano nel mese di febbraio

Regioni rosse praticamente tutte vicine al picco dei contagi, che dovrebbe arrivare tra 7 giorni, poi l’indice Rt nazionale dovrebbe scendere e tornare sotto quota 1.

Dunque, considerando complessivamente l’Italia, la terza ondata toccherà il picco tra una settimana, “poi l’epidemia si comincerà a sgonfiare da sola”.

Sono i calcoli di Alberto Gerli, ingegnere che ha elaborato un modello matematico di previsione dell’epidemia che si è già rivelato molto efficace sia nella seconda ondata di ottobre, sia a febbraio quando – a inizio mese – aveva previsto che intorno alla fine di febbraio Milano avrebbe superato i mille casi, come poi è stato.

Puglia a parte, le Regioni rosse sono tutte vicine al picco o con l’epidemia già in regressione, spiega l’epidemiologo Carlo La Vecchia al Corriere.

Gerli propone un metodo per anticipare l’epidemia, visto che l’indice Rt alla base delle decisioni della Cabina di regia è calcolato su dati vecchi. Il “metodo Gerli” consiste nel considerare i casi delle ultime due settimane e confrontarli con quelli di due settimane sfasate all’indietro (tra sette e 21 giorni fa.

“Un calcolo – spiega al Corriere – che messo insieme all’incidenza dei casi per 100mila abitanti ci restituisce l’andamento e dice quanto grave sia la situazione”.

Le chiusure, come a ottobre scorso, sono arrivate tardi: “Ormai sappiamo che le curve dell’epidemia durano 40 giorni e che se si vuole contenere la crescita bisogna farlo nei primi 17 giorni, altrimenti le curve seguiranno il loro corso naturale”.

Secondo il modello Gerli l’epidemia è già in fase di regressione in Abruzzo, Molise, province di Trento e Bolzano e Umbria.

La crescita è diminuzione e sono vicine al picco Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana e Veneto.

In Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta l’epidemia è in crescita. Va precisato che, Puglia a parte, si parte da dati abbastanza bassi. Soprattutto nell’Isola.

(Unioneonline/L)

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