Dom. Apr 18th, 2021

Ci sono arrivata in una bella giornata di sole percorrendo la strada statale 106 in direzione sud, da Catanzaro verso la provincia di Reggio Calabria, accompagnata per tutto il viaggio dai colori blu e turchese del mar jonio.

A portarmi qui la mia curiosità dopo aver letto questa frase di Edward Lear che vi soggiornò nell’ agosto del 1847: “…ed eccomi penetrare in un nuovo scenario: sommità e linee al di là di altezze crestose e abbaglianti bianche fiumare, tratti di colline e mare scintillante e secchi bagliori”.

Arrivati a Sant’Agata del Bianco si ha l’impressione di stare sollevati da terra come adagiati su una nuvola. Lear aveva ragione. Il mondo sembra riposare ai piedi di questo piccolo borgo che si svela in tutta la sua naturale bellezza a pochi metri sopra il livello del mare facendo dono al visitatore dell’oblio di pensieri e parole. Qui si respira quiete e pace, oltre a poesia, cultura e arte.

Dal ricco passato storico che la vede protagonista di leggende medievali e che attraversa epoche normanne e borboniche fino all’Unità d’ Italia, Sant’ Agata del Bianco è uno scrigno che custodisce in sé testimonianze di personaggi illustri inclini alle scienze umanistiche e alla pittura.

La vita del paese è mirabilmente narrata da Saverio Strati, poeta contadino, scrittore della gente nato qui il 16 Agosto 1924, che così scrive della sua terra all’ amico Carmelo Filocamo: “La nostra terra, la Calabria, i nostri contadini, i nostri lavoratori, tutti gli uomini di ogni ordine e grado, di ogni condizione sono dentro di me. E parlo con essi per delle ore, per delle settimane e me li porto dentro per anni e poi escono, con un parto doloroso…E quanti massari e massaie e pastori e pastore e muratori e calzolai e ragazze e ragazzi scalzi e nudi sono dentro di me…”. Egli racconta delle persone semplici, della quotidianità di un lento vivere che ieri come oggi caratterizza questo luogo.

Ma Sant’ Agata del Bianco non è solo la casa di Strati (Premio Campiello nel 1977 con il romanzo Il Selvaggio di Santa Venere, e autore anche de La Teda, di Tibi e Tasca e di innumerevoli bellissimi scritti), ma anche di Alba Dieni, pittrice e scultrice nata qui nel 1941 e poi emigrata con la famiglia a Genova; del pittore Fàbon (anagramma del nome Domenico Bonfà) figlio del migliore falegname e intagliatore della locride Vincenzo Bonfà maestro dell’ antico artigianato santagatese che sin dall’ ottocento è rinomato in tutta la provincia di Reggio Calabria. Nasce qui, nel 1920 anche Giuseppe Melina, fra i più influenti intellettuali italiani, fondatore del Gruppo di Cultura Moderna che anticipa le inquietudini del ’60, nonché autore di numerosi saggi e opere di narrativa scritte tra Genova, dove lavora e frequenta Lettere e Filosofia, e Sant’ Agata del Bianco, dove fa ritorno definitivamente nel 1983 diventando punto di riferimento culturale per intere generazioni di giovani che frequentano abitualmente la sua casa.

Passeggiando per il borgo si fa presto a visitare i suoi maggiori luoghi di interesse come la Chiesa di Sant’ Agata anticamente Chiesa di San Nicola, probabilmente eretta nel XVI sec.; il Palazzo Baronale, la Pietra di Sant’ Agata (ovvero la roccia dove, in epoca remota, la Santa è apparsa ad un pastore); la via dei Palmenti scavati nella roccia, adibiti in epoca remota alla pigiatura e alla fermentazione del mosto e che sono di varie epoche (greca, romana, bizantina e armena); il Museo degli artisti santagatesi (dove sono conservate le opere di artisti come Fàbon, Alba Dieni, Antonio Scarfone, Vincenzo Baldissarro, Antonio Zappia, Vincenzo Scarfone e tanti altri); la Via delle Porte Tinte, dipinte con motivi ispirati ai libri dello scrittore Strati; il Museo delle cose perdute, ideato da Antonio Scarfone: all’interno sono sistemati oggetti della civiltà contadina di cui nessuno ha più memoria e che l’artista ha recuperato, ripulito e valorizzato, insomma “resti” che  in passato i nostri nonni adoperavano abilmente e che le nuove generazioni sicuramente non conoscono.

Altra visita sorprendente è quella della bottega Liuteria & Musica specializzata nella costruzione artigianale di strumenti classici ad arco: violino, viola, violoncello, contrabbasso e strumenti popolari del territorio come la lira calabrese e la chitarra battente. Nella bottega si rivive il fascino di un’atmosfera straordinaria: il profumo delle vernici naturali, i legni esposti, gli attrezzi dell’artigiano, i disegni e le forme peculiari della tradizione calabrese prendono vita nelle mani del Liutaio Antonio Sallustio. 

Con il piacevole fragore dello Schicchio, piccola cascata molto suggestiva, ho chiuso il mio cerchio attorno alle bellezze di Sant’ Agata del Bianco.

Il fermento culturale di cui questo luogo è custode si rinnova di anno in anno con gli svariati appuntamenti che attirano nel borgo numerosi turisti amanti della musica e non solo. Un esempio su tutti il Festival Stratificazioni che dal 2017 riscuote grande successo. Si svolge tra il Borgo Antico e la Montagna in Aspromonte (località Campolico) in un anfiteatro naturale con vista mare, ed è un festival di letteratura e musica che si sviluppa in cinque serate tra i mesi di luglio e agosto. Ogni serata consiste in due parti: durante la prima si realizza un evento culturale come la presentazione di un libro o opera letteraria; nella seconda parte protagonista è il live.

Insomma, che altro aggiungere? Spero di aver stimolato la vostra curiosità raccontandovi di un altro POST in Calabria che certamente merita di essere visto. E poi non vi ho mica detto tutto. Il resto lo lascio scoprire a voi!

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