Dom. Apr 18th, 2021

Perché  gli appartenenti alla ndrangheta sapevano tutto di tutti? E come facevano a condizionare appalti, compravendita di beni, intestazioni fittizie, contratti tra privati, acquisizione di imprese?

Ma soprattutto, chi li metteva al corrente delle imminenti operazioni di polizia e carabinieri?

E’ quanto cerca di capire la puntata di PresaDiretta del giornalista Riccardo Iacona in onda stasera alle 21.20 su Rai Tre in una puntata che mette sotto i riflettori una delle più importanti operazioni contro la ‘ndrangheta nella storia della lotta alla criminalità organizzata e portata a segno dalla Procura di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri, Rinascita Scott.

Impressionante è il numero di colletti bianchi che si erano prestati agli interessi mafiosi: commercialisti, notai, avvocati, amministratori pubblici e funzionari, personale dei palazzi di giustizia, uomini delle forze dell’ordine.

LA STORIA DI RINASCITA, RINASCITA NELLA STORIA

“Rinascita Scott” è una enciclopedia dell’universo mafioso calabrese, c’è di tutto dentro: decine di omicidi e di lupare bianche, il traffico d’armi e quello internazionale di droga, ma ci sono anche le storie delle persone umili vittime del potere ‘ndranghetista, a dimostrazione che dove comanda la mafia soffrono tutti.

Con 479 indagati e 334 persone arrestate nel dicembre 2019, l’inchiesta “Rinascita Scott” permette di capire come agisce e come pensa la ‘ndrangheta e come riesce ad allearsi con la società, con la politica e con l’economia. Un vero e proprio Stato illegale parallelo.

Al centro dell’indagine c’è la cosca guidata dal boss Luigi Mancuso e le decine di clan a lui collegati, che comandavano su Vibo Valentia e sulla provincia. Con uno sforzo enorme centinaia di carabinieri dei Ros di Roma, Catanzaro e del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia per quattro anni hanno pedinato, monitorato e intercettato decine di ‘ndranghetisti.

Ma un capitolo molto inquietante è riservato alla capacità penetrativa delle ndrine nella società civile attraverso logge deviate della massoneria. Da segnalare anche l’intervista ad un avvocato che per salvaguardare il genitore da una inchiesta si era affidato ad un giudice corruttibile convinto che quello fosse il sistema corrente e sicuro per mitigare o sventare le conseguenze della Giustizia.

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