Lun. Apr 19th, 2021

‘Nulla esclude sistema venga attivato in future competizioni’

“Castorina aveva dato l’avvio alle operazioni di controllo dei presidi elettorali in vista della tornata elettorale del 2020, già molto tempo prima, ovvero ad inizio 2018 insediandosi senza alcun titolo quale membro prima e presidente poi, della commissione medesima”. Lo scrive il gip di Reggio Calabria Stefania Rachele nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del consigliere comunale reggino Nino Castorina e del suo entourage su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, dell’aggiunto Gerardo Dominijanni e dei pm Paolo Petrolo e Nunzio De Salvo. “Tale ‘manovra’ – scrive il giudice – dava i suoi frutti posto che permetteva all’indagato di ‘fare incetta’ di scrutatori, ‘piazzandoli’ nelle sezioni elettorali di proprio interesse, ovvero quelle in cui aveva opportunamente provveduto a ‘fare incetta’ di duplicati delle tessere elettorali e a ‘piazzare’ i presidenti di seggio che, parimenti, non aveva alcun titolo a nominare. È evidente come non si tratti di azioni isolate e autonome ma, al contrario, si è al cospetto di passaggi concatenati e ben congegnati che non possono che essere frutto di attenta ed acuta pianificazione da parte dell’indagato Castorina”. Secondo il gip, il consigliere del Pd “si è potuto avvalere di una nutrita squadra di complici, disposti, con disinvoltura e spregiudicatezza, ad agevolare la rielezione del Castorina aiutandolo a mettere in pratica il meccanismo fraudolento elaborato dall’indagato nel corso degli anni 2018/2020”. A proposito degli altri indagati, nell’ordinanza si legge che “Saraceno, D’Ascola, Morelli, oltre a Giustra ed, evidentemente, agli altri presidenti di seggio delle sezioni interessate dalla falsificazione del voto ancora in corso di compiuta identificazione, hanno agito quale longa manus del Castorina dimostrandosi a piena disposizione di quest’ultimo nello svolgimento delle attività illecite. Tale capacità di fungere da ‘catalizzatore’ di un vero e proprio gruppo organizzato di soggetti, il ‘gruppo Castorina’, fornisce ulteriori elementi probatori per l’affermazione di una spiccata e perdurante pericolosità sociale in capo al Castorina il quale, ha saputo costruire intorno a sé un proprio gruppo di fedelissimi, pronti ad appoggiarlo nel compimento di condotte delittuose”. “Allo stato – conclude il gip – è in corso di approfondimento, ma risulta in parte già emerso, che si è attuata anche una seconda modalità di falsificazione dei voti, attraverso l’espressione dei voti doppi riconducibili al medesimo elettore. Nulla esclude che un sistema illecito di acquisizione dei voti falsi così ampio ed evidentemente rodato venga attivato dagli indagati non solo in favore di Castorina (che, in questo caso, era personalmente candidato alle elezioni) ma che, adesso, si attinga anche per influenzare il risultato di future competizioni elettorali in cui gli indagati non siano direttamente personalmente coinvolti ma che risultino di loro interesse per motivi diversi ed ulteriori”.

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