Mer. Apr 21st, 2021

Ex vescovo Locri:diocesi in diverse fasi a fianco Lucano

“Ho visto la positività dell’esperienza di Mimmo Lucano e il consenso attorno a lui in paese”. A sostenerlo, in qualità di testimone della difesa, è stato l’attuale arcivescovo della Diocesi di Campobasso – Boiano, mons. Giancarlo Maria Bregantini, oggi nel corso del processo “Xenia” a Locri a carico dell’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano e di altre 26 persone accusate, a vario titolo, di immigrazione clandestina, abuso d’ufficio e altri reati in relazione ai progetti di accoglienza agli immigrati sviluppati nella cittadina collinare della Locride. L’ex vescovo di Locri – Gerace, a cui il presidente del Tribunale di Locri, Fulvio Accurso ha revocato la multa comminata per l’assenza ingiustificata nella scorsa udienza, era presente al primo sbarco di curdi sulla spiaggia di Riace nel 1998. “Con grande premura ho mobilitato la comunità diocesana e accompagnato Lucano attraverso diverse fasi” ha detto il presule rispondendo alle domande dell’avvocato della difesa, Giuliano Pisapia. “I migranti – ha aggiunto – non sono solo da assistere ma consapevolizzare e sono energia vitale per il paese”. E’ stato poi il turno di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, da anni a fianco di Lucano. “Per me Riace un modello da imitare – ha detto in aula – e non ho mai sentito lamentele su di lui e per Mimmo questo processo è stato un colpo terribile. Senza fondi ha continuato in modo eroico ad aiutare i migranti di Riace, anticipando quello che doveva essere fatto dal Governo sui temi dell’accoglienza”. Nel corso dell’udienza il pubblico ministero, Michele Permunian, ha richiesto la modifica di alcuni capi d’imputazione, distinguendo le condotte a seconda dei profili. Alla luce di questo l’unico reato concorrente contestato agli imputati è quello che vede coinvolto Lucano e altre 4 persone, accusate di aver rendicontato nel progetto Cas e nel progetto Sprar costi fittizi. Rigettata dal collegio la richiesta dell’accusa di sentire l’ex prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari e la scrittrice Chiara Sasso. Il processo riprenderà il prossimo 26 aprile.

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