Mer. Apr 21st, 2021

Il maxi-processo che scaturisce dall’inchiesta Rinascita-Scott è il più importante processo a un’organizzazione criminale mai celebrato in Italia, dopo il maxi-processo del 1986 a Cosa Nostra.

            La trasmissione televisiva “Presa Diretta”, con il servizio dedicatogli la scorsa settimana,  non solo rompe l’assordante silenzio mediatico su questa coraggiosa azione della magistratura, ma ha aiutato tutti a capire meglio il grave impianto accusatorio di un’inchiesta complessa e pervasiva che svela un importante spaccato del sistema di potere che tuttora governa molti territori della Calabria.

            GOEL lo dice da anni: in Calabria c’è un sistema di collusione tra ‘ndrangheta e massoneria deviata che condiziona l’erogazione di risposte ai bisogni delle persone e delle imprese, che così facendo controlla il voto, candida ed elegge personaggi politici a tutti i livelli, controllando così risorse pubbliche e istituzioni dello Stato. Un sistema che ha ridotto a brandelli la Calabria, rendendola una delle ultime regioni d’Europa.

            Nicola Gratteri ha avuto il merito e la straordinaria capacità di portare questo sistema in un’aula di tribunale, con un impianto accusatorio così solido da arrivare alla celebrazione di un maxi-processo. Nessuno era riuscito ad arrivare a questo punto in Calabria, perché il grado di infiltrazione istituzionale e di pervasività di quel sistema, aveva reso vano ogni tentativo sino ad oggi.

            Davvero crediamo che la ‘ndrangheta sia diventata quella che è, solo con le proprie forze? Senza la massoneria deviata, non sarebbe mai arrivata ad essere la mafia più forte al mondo. E questa responsabilità storica va rivelata.

            Ci sconcertano e ci indignano, come società civile, gli attacchi contro la trasmissione e contro il Procuratore Gratteri letti in questi giorni, provenienti anche da magistrati e, presumibilmente, da quella parte di magistratura a cui essi appartengono.

            Innanzitutto ci sconcerta il fatto che l’indignazione si accanisca verso la trasmissione e non verso la presunta condotta di taluni magistrati, come quelli rappresentati nell’inchiesta televisiva. In Calabria capita che ci si abitui allo scempio, alla quotidiana negazione di diritti elementari, all’inettitudine clientelare, alla corruzione, ci si abitua all’estenuante violenza mafiosa, o alla condotta indecente di parte della politica; e poi, invece, che ci si stracci le vesti di fronte alla presunta mancanza di garantismo attribuita a un magistrato integerrimo come Gratteri. Quanto ci piacerebbe vedere quella stessa intransigenza e quello zelo feroce scagliarsi quotidianamente contro lo scenario indegno a cui sono avvezzi i cittadini calabresi.

            In Calabria purtroppo non ci sono le vie di mezzo. Prima o poi, ti trovi a dover fare una scelta, anche se non lo vuoi. Non importa se sei un magistrato, un giornalista, un vescovo, un presidente di un ente del terzo settore, un politico, un sindaco, un imprenditore, un sacerdote, un sindacalista… In Calabria, prima o poi, sulla tua via incontri la ‘ndrangheta, incontri la massoneria deviata, incontri la possibilità di portarti a casa dei vantaggi, per te, la tua famiglia, o il tuo gruppo, e dovrai fare una scelta: rinnegare i tuoi principi, venderti, prostituirti, in cambio di privilegi, soldi, carriera, posizioni, regalie; oppure, rimanere coerente, restare sano ed onesto, rassegnarti a penare per ottenere qualsiasi cosa – sebbene ti spetti -, subire pressioni, a volte minacce, e magari correre dei seri rischi. Così, anche se quello che volevi era semplicemente rimanere onesto, sei costretto a diventare un eroe. Non ci sono mezze misure. E, sopratutto, non ci sono categorie esenti da questa prova del fuoco. Anzi, più potere hai e più aumentano le probabilità di ritrovarti a scegliere.

            È arrivato il momento di cambiare, altrimenti il mondo e la storia si dimenticheranno di noi. Non è più tempo di ambiguità. Noi siamo con Gratteri, siamo con le tre giovanissime sue colleghe, che assieme non arriveranno magari a sommare 10 anni di anzianità professionale, ma alle quali auguriamo di non sporcarsi mai le mani e di seguire le orme del loro Procuratore. Siamo con tutti i magistrati, giornalisti, vescovi, presidenti di enti del terzo settore, politici, sindaci, imprenditori, sacerdoti, sindacalisti, semplici cittadini, che non hanno mai ceduto ai compromessi, che hanno pagato il prezzo della loro coerenza e che oggi possono andare fieri della nuova Calabria che costruiremo, lasciandoci alle spalle questo penoso vecchiume di inettitudine, violenza e corruzione. Link alla puntata di “Presa Diretta”: https://www.raiplay.it/video/2021/03/Presa-diretta—Processo-alla-ndrangheta-ca332542-77cc-4411-9d42-7af6b242cb32.html

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