Lun. Apr 19th, 2021

Il Partito democratico facendo riferimento ad un video circolante sui social, ha accusato il consigliere di maggioranza di fare assembramenti in case private. Scarfò si difende: «Il video era di qualche anno fa, ci sono i testimoni. Pronto a denunciare chi mi infanga» Una vicenda spinosa quella emersa in queste ore a Taurianova. Con la Calabria entrata in “zona rossa” proprio oggi, spunta un video in cui si vede il consigliere di maggioranza Raffaele Scarfò durante una festa di compleanno, insieme ad altre persone, all’interno di un’abitazione privata. Il video, che circolava sui social, ma nel quale non c’è una data, è stato subito preso di mira dai consiglieri di minoranza Raffaella Ferraro, Simone Marafioti e Fabio Scionti, che non hanno perso occasione per puntare il dito contro il consigliere, accusandolo di riunirsi senza alcun rispetto delle normative anti Covid. «Le immagini circolanti sui social – afferma il Pd – ritraggono il consigliere Scarfò, delegato alla Sanità, festeggiare allegramente un compleanno, senza il benché minimo rispetto delle regole in materia di prevenzione del contagio, creando assembramenti copiosi, senza nemmeno l’utilizzo delle necessarie mascherine». Detto questo i tre consiglieri di minoranza chiedono quindi, le immediate dimissioni del consigliere Scarfò, che però non ha fatto attendere la sua risposta in merito, annunciando querele nei confronti dei tre consiglieri di opposizione. «Non c’è alcuna prova che dimostri che quel video sia attuale – ha replicato Scarfò -. Ricordo bene l’occasione, si trattava della festa di compleanno di un mio amico, festeggiato qualche anno fa. Sono testimoni di quanto affermo tutti gli invitati di quella festa. Dal momento che non c’è alcun fondamento, è chiaro che i tre consiglieri di minoranza abbiano agito con il solo scopo di recarmi danno e delegittimare quello che è il mio ruolo istituzionale, essendo sempre in prima linea e dimostrando con i fatti il mio impegno in favore della cittadinanza, in campo sanitario, sportivo e di edilizia popolare. Conosco bene quali sono i rischi che si corrono, essendo perfino delegato alla Sanità e mai mi sarei sognato di compiere azioni che possano mettere in pericolo gli altri. Non ho bisogno di giustificarmi con loro, il mio vuole essere solo un messaggio per i cittadini che hanno potuto mettere in dubbio il mio operato. Difatti, non solo ho le prove di ciò che dico, ma mi riservo di presentare formale querela nei confronti dei tre consiglieri che hanno sbattuto il mio nome sugli organi di stampa, basandosi solo su un video che non dimostra in alcun modo che fosse stato girato durante la zona

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