Mer. Apr 14th, 2021

Il centrodestra spera in un rinvio a giugno e non oltre l’estate

Si apre una settimana decisiva per le sorti politiche della Calabria. Con i dati della pandemia che non concedono tregua, il governo potrebbe presto varare un decreto legge finalizzato a posticipare il ritorno alle urne già fissato per l’11 aprile. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha già posto il tema in una delle ultime riunioni dell’esecutivo a Palazzo Chigi per sondare gli umori dei rappresentanti delle forze politiche della maggioranza. Nessuno dovrebbe mettersi di traverso, pur senza uscire allo scoperto, dichiarando apertamente il sostegno al rinvio delle elezioni.

Il governo a questo punto potrebbe indicare nel decreto una data prima della quale diventerebbe impossibile fissare le nuove consultazioni. Tutto lascia supporre uno slittamento del timing elettorale a dopo la pausa estiva, nonostante la Calabria non abbia ormai da cinque mesi una Giunta regionale pienamente legittimata dal corpo elettorale. Un lasso di tempo necessario (si spera) per imprimere un’accelerazione sul piano vaccinale e immunizzare dal Covid-19 così una fetta più ampia di popolazione.

Fonti del Viminale assicurano come non rappresenti assolutamente un problema la convocazione dei comizi elettorali formalizzata nei giorni scorsi.

Il decreto dovrebbe in ogni caso essere varato prima della scadenza per la presentazione delle liste fissata per l’11 marzo. La strada appare tracciata anche alla luce dell’impossibilità – con un dpcm che dovrebbe bloccare ogni spostamento fino al prossimo 6 aprile – di convocare comizi, tavole rotonde, riunioni, dibattiti. Tutta la liturgia che accompagna ogni appuntamento elettorale verrebbe, di fatto, azzerata. Certo è che di fronte alle complicazioni determinate dall’emergenza sanitaria non tutti gli schieramenti pagherebbero le stesse conseguenze. Il centrodestra, per esempio, potrebbe rimetterci più di altri ed per questo che in ambienti della maggioranza alla Regione si continua a sperare che il nuovo rinvio non vada oltre il mese di giugno. Inoltre, il centrodestra registra ancora una buona unità. Sarà ancora così tra qualche mese? Il centrosinistra, al contrario, potrebbe trarre qualche vantaggio da un allungamento dei tempi. Ed è proprio guardando oltre l’orizzonte di aprile che i pontieri della coalizione spingono per riannodare i fili delle interlocuzioni tra la diverse anime dello schieramento progressista. I bersaniani di Articolo 1 ritengono che sia «condizione imprescindibile allargare ed estendere a tutte le forze politiche del centrosinistra il progetto di alleanza strutturale nato tra Pd, M5S, LeU. Senza esprimere nominativi, senza porre veti, abbiamo ritenuto di non condividere il metodo delle autocandidature nella scelta del candidato alla presidenza. La costituzione del nascente intergruppo parlamentare tra Pd, M5S e LeU deve contribuire a realizzare con ancora più forza l’alleanza larga nel campo del centrosinistra di tutte le forze che si contrappongono alla destra sovranista». Concetti condivisi anche dai Verdi. «È necessario per la Calabria – sostiene il commissario Giuseppe Campana – un passo indietro dei candidati presidenti Irto e de Magistris e la convocazione di un’urgente riunione per trovare una soluzione unitaria: de Magistris e Irto devono dire la verità. Le loro candidature portano alla divisione e faranno vincere la destra».

fonte gazzetta del sud

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SERVIZIO DI NICOEMO BARILLARO

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