Mer. Apr 21st, 2021

Nei giorni scorsi è giunta nella sede milanese dell’agenzia di Klaus Davi una comunicazione di Ivan Valentino Nava che diffidava il massmediologo dal proseguire nella sua attività giornalistica investigativa sul caso dell’omicidio di Gullì. Nella diffida si parla di “un post con foto dell’istante facendo riferimento a un presunto coinvolgimento di questi in una vicenda omicidiaria attaccando di falsità il contenuto di una intercettazione ambientale carpita tra terzi soggetti; in un procedimento ove Nava non è neppure indagato”. Klaus Davi prende atto della precisazione del signor Ivan Valentino Nava. Ricorda che il primo articolo della sua inchiesta sul caso Gullì risale al 23 maggio 2020 (https://www.facebook.com/klaus.davi.9/posts/929512790795888) quando la vicenda era completamente caduta nel dimenticatoio e nel disinteresse generale, anche delle istituzioni. Era il periodo in cui si sentiva continuamente parlare del reddito di cittadinanza dei boss come se si trattasse di un’emergenza nazionale, ma questo come altre centinaia di omicidi irrisolti non sembravano incontrare l’interesse diffuso dell’opinione pubblica. Nel corso dei mesi Davi ha raccolto ulteriori testimonianze di altri tre affiliati della cosca Serraino che diedero la loro versione dei fatti, tra questi Tonino Filocamo che ne parlò con il massmediologo ben prima di essere arrestato e di pentirsi, già nell’aprile dello scorso anno, mese in cui il Filocamo contattò Davi nel suo studio di Milano. Klaus Davi ci tiene a ribadire un elemento importante: la Procura di Reggio Calabria, in merito all’omicidio di Gullì, in data 6 marzo 2021, esattamente 10 mesi dopo il primo articolo di Klaus Davi sulla vicenda, ha reso nota una significativa dichiarazione dello stesso Filocamo che confermava quanto scritto da Davi nel maggio dello scorso anno.

Klaus Davi ci tiene anche a sottolineare che c’è stato anche un tentativo di inquinare la vicenda con un comunicato attribuito agli ‘inquirenti’ secondo cui i vertici della cosca Serraino non erano al corrente dell’omicidio. Una dichiarazione attribuita a Paolo Pitasi, diffusa presumibilmente semplicemente con lo scopo di depistare e manipolare la verità, guarda caso 4 mesi dopo l’uscita dei primi articoli del massmediologo. Klaus Davi ha raccolto nel frattempo (pubblicata in data 9 febbraio del corrente anno, https://www.facebook.com/klaus.davi.9/posts/1126401144440384) un’ulteriore testimonianza di un affiliato che parla di una riunione al Boschicello dei vertici di numerose famiglie che decisero la morte del Gullì, con nomi e cognomi.

Il massmediologo ribadisce di prendere atto della precisazione del signor Nava, ma essa non potrà minimamente impedire la ricerca della verità. Corroborato nel suo impegno anche dalle continue e pubbliche attestazioni di stima da parte dei famigliari di Antonino Gullì, che dopo 13 anni non sanno ancora come sono andate le cose in quella drammatica vicenda e nonostante ci fossero decine di testimoni che assisterono all’accaduto.

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