Mer. Apr 21st, 2021

Sembra dimenticato anche il faraonico bando di gara per il progetto di riattivazione (650mila euro): il riempimento ormai è una chimera

E siamo a otto. Tanti sono ormai gli anni passati dallo svuotamento della Diga sul torrente Lordo. E tanti sono gli anni che ci dividono dalla promessa che l’invaso sarebbe stato ripristinato “in tempi brevi”. Un ritardo ormai diventato cronico.

L’invaso che sorge in contrada Pantaleo è stato svuotato, lo ricordiamo, quando fu segnalato un guasto che avrebbe potuto procurare problemi, ma a quel tempo sembrava che tutto si dovesse risolvere in tempi molto brevi e, fu detto allora, con un investimento di poco più di ottocentomila euro. Invece i lavori di ripristino si sono perduti per strada, e la situazione protrattasi nel tempo è decisamente precipitata tanto che, ad oggi, è difficile quantificare che tipo di spesa ci vorrà per ripristinare l’invaso: si parla addirittura di cinque milioni di euro.

E diciamolo pure, non si sa neppure se ciò sarà possibile visto che il tempo passa invano e non si hanno notizie ufficiali su qualsiano i reali progetti sull’arte della Diga.

Eppure questa brutta storia aveva fatto scrivere una sua ennesima pagina appena pochi mesi fa, , nel settembre del 2020 quando fu stato pubblicato un avviso di gara per un importo di euro 652.428,96 (proponente il Consorzio di bonifica Alto Jonio reggino, con sede a Caulonia ) dalla Città Metropolitana per «affidamento dei servizi di architettura e ingegneria relativi alla progettazione definitiva/esecutiva e coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, direzione lavori e coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione, per l’intervento di messa in sicurezza del pozzo di accesso alla camera di manovra delle paratoie e di ripristino della corretta funzionalità dell’invaso Diga Timpa di Pantaleo sul torrente Lordo nel Comune di Siderno». Bando di cui non si è saputo più niente anche se, ad onor del vero, qualcuno si è posto un interrogativo molto serio : se più di 652.000 euro servono per il progetto, che somma ci vorrà per realizzare materialmente l’opera? Un interrogativo da non sottovalutare e che porta anche a supporre che difficilmente si potevano, o si potranno, trovare i soldi necessari per rimettere le cose a posto. Salvo miracoli, che difficilmente si verificano in questo lembo di terra dove anche la cosa più semplice diventa difficile.

L’invaso, tanto per ricordarlo, è stato chiuso nel 2013 a causa, allora si disse, di una lesione alla canna del pozzo della camera di accesso alle paratoie. Per questo motivo, la Diga è stata svuotata sulla base di un’ordinanza dell’Ufficio Dighe nazionale. I “tempi brevi” per il suo ripristino pian piano si sono allungati . Il sito, col passare del tempo, è diventato un arido deserto, ricettacolo anche di spazzatura. Nell’agosto del 2017, sulla spinta di varie proteste della cittadinanza e delle associazioni ambientaliste arrivò a Siderno, per rendersi conto della situazione, l’allora presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, tanto che, sulla base delle sue promesse, si erano riaccese le speranze dei cittadini. Oliverio era a capo di una delegazione tecnico-politica e si rese conto che il ripristino della Diga era una necessità non solo di Siderno ma dell’intero territorio della Locride, e lui stesso anticipò la necessità che la Diga venisse inquadrata nel programma di rivalutazione delle Dighe presenti in Calabria finalizzate anche a contribuire a risolvere il problema delle conseguenze della siccità. Da allora, però, il tempo, fatta salva la parentesi del settembre del 2020 con la pubblicazione del citato avviso di gara, è passato invano. E ormai la gente è stanca persino di sperare.

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