Mar. Mag 11th, 2021

L’ing. Melignano: «Il momento è decisivo». «La ripresa del Sud non può far altro che partire dalle infrastrutture e dai collegamenti»

Da Torino, Adolfo Melignano, cittadino sidernese trapiantato da molti anni in Piemonte, ma sempre attento alle vicende della sua terra, di cui è rimasto profondamente innamorato e dove torna regolarmente ogni estate, dice la sua sulle necessità che potrebbero cambiare il volto della Locride. Ospitiamo volentieri il suo pensiero perché sappiamo che le sue riflessioni sono seguite da molti amici con i quali si confronta spesso e che durante i suoi “ritorni” a Siderno incontra con assiduità. D’altra parte Melignano, architetto laureato al Politecnico di Torino e con trascorsi lavorativi presso la Regione Piemonte, è uno di quei calabresi che vorrebbe veder crescere la sua terra e che, nel suo piccolo, non manca di dare qualche valido contributo per il suo miglioramento. Le sue riflessioni sono semplici ma perfettamente attinenti alla realtà del territorio e della provincia reggina.

«Aeroporti efficienti, strade sicure, porti turistici – dice – potrebbero dare linfa economica e lavoro diretto per opere da realizzare e indotto notevole per il turismo che rimane una delle poche “industrie” su cui la Locride può, e deve, puntare. La ripresa del Sud non può far altro che partire dalle infrastrutture e dai collegamenti. Nessun progresso o cambiamento può avvenire senza».

Melignano che sta seguendo con attenzione la battaglia di civiltà che si sta facendo a Siderno e nella Locride per l’affermazione del sistema sanitario territoriale, fa un invito preciso ai suoi compaesani con uno slogan significativo: «Mobilitiamoci creando consapevolezza», non solo per l’ospedale, certamente necessario, ma soprattutto per uscire da questo isolamento economico e creare un contatto con il resto del paese e della stessa regione, che continua a negare il futuro di chi vive in quest’area . «Oggi – afferma – non ci sono più pretesti. L’Europa finanzia ipotesi progettuali che hanno valenza e le risorse vanno spese dove serve riavviare l’economia, soprattutto in aree depresse come la nostra. Lo fa per rivalutare e rendere omogenee alla produttività media europea questo tipo di aree come la Locride dove tutto sino a questo momento è stato difficile. Facciamo questa battaglia perché è una battaglia da non perdere. Serve per la rinascita del Sud e delle aree maggiormente abbandonate come la Jonica. E facciamola anche perché probabilmente sarà l’ultima che si porta appresso la possibilità di essere vincente. Il segreto probabilmente sta nella sinergia che si può creare tra le forze politiche ma anche tra gli amministratori e le forze sociali. Non perdiamo quest’ultima occasione».

In effetti le considerazioni di Adolfo Melignano sono da condividere in pieno, e il suo non è un pensiero isolato. Ci sono tanti calabresi trapiantati al Nord e all’estero che la pensano come lui. È gente che ha viaggiato, conosce il mondo, e ancora crede nella possibilità di rilancio di questo territorio, forse più di chi lo vive quotidianamente. Ed è proprio per persone come Adolfo Melignano , e per i tanti come lui, che la Locride dovrebbe riscoprire la volontà di scrivere una pagina più positiva della sua storia.

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