Mar. Mag 18th, 2021

E’ tornata di grande attualità la tragedia del Moby Prince che ha lasciato un vistoso segno, purtroppo, anche nella cittadina di Siderno oltre ad altri quattro comuni della Calabria. Tre delle vittime, appunto, erano di Siderno, cittadini molto conosciuti e benvoluti. Era la notte del 10 aprile 1991, quando il traghetto Moby Prince, in servizio di linea tra Livorno e Olbia, mollò gli ormeggi per la traversata con a bordo l’intero equipaggio, formato da 65 persone agli ordini del comandante e 75 passeggeri. Il traghetto, durante la percorrenza del cono di uscita del porto, colpì con la prua la petroliera Agip Abruzzo, contenente circa 2700 tonnellate di petrolio .Parte del petrolio che fuoriuscì dalla cisterna della petroliera si riversò in mare, parte invece investì in pieno la prua del traghetto. Probabilmente, stando alle cronache dell’epoca, a causa delle scintille prodotte dallo sfregamento delle lamiere delle due navi al momento dell’impatto, il petrolio prese rapidamente fuoco, incendiando il traghetto. E fu l’inferno . Ci fu un solo sopravvissuto, un mozzo che riuscì a salvarsi rimanendo aggrappato ad una balaustra. In quella occasione Siderno, come si diceva, pagò un duro prezzo. Perirono nella sciagura tre sidernesi Luciano Barbaro , Francesco Crupi e Antonio Rodi. Con loro anche altri otto calabresi Rocco Averta , Antonio Avolio , Francesco Esposito e Giulio Timpano di Pizzo Calabro, Nicodemo Baffa di Santa Sofia d’Aspromonte, Francesco Tumeo e il cognato Francesco Mazzitelli di Parghelia, Carlo Vigliani di Taurianova. Una tragedia che, a distanza di trenta anni, a Siderno, dove vivono le loro famiglie, non è stata dimenticata.nella foto La Moby Prince quando all’epoca venne recuperata.

ARISTIDE BAVA

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