Sab. Mag 15th, 2021

La cura e la valorizzazione delle aree interne e montane sono aspetti fondamentali per migliorare la qualità della vita chi vi abita, implementare servizi, generare opportunità di lavoro e creare economia. Servono interventi strutturali che incentivino la presenza abitativa e provvedimenti che sgravino burocrazia, procedimenti amministrativi e fiscali non solo per chi vive in tali realtà ma anche per chi vi investe. Il documento approvato nei giorni scorsi dal Parlamento, che definisce gli indirizzi in base ai quali il Governo dovrà predisporre entro il 30 aprile il Piano “Next Generation UE”, evidenzia la necessità  di una “nuova strategia per le aree montane e interne ai fini della riorganizzazione dei servizi, per accompagnare lo sviluppo sociale ed economico, e per contrastare i fenomeni di spopolamento e di denatalità, favorendo la cooperazione tra enti locali, e in particolare tra i piccoli comuni, utilizzando per i predetti territori il medesimo criterio di aggiuntività e di complementarietà stabilito per le aree terremotate”. Per interventi specifici territoriali nelle aree interne del Paese, le risorse assegnate sono pari a circa 4,2 miliardi di euro. Di particolare rilievo il tema della digitalizzazione. Nel documento è previsto che si proceda secondo una efficace “Agenda digitale per la montagna” che risponda alle urgenze dei territori, in particolare per collegare in rete tra loro i comuni per telemedicina, teleassistenza, tele didattica e telelavoro, che oggi sono preclusi per mancanza di connettività ed adeguata velocità di connessione. Relativamente al “Turismo e cultura” sono previste risorse per la rigenerazione dei borghi, il rilancio del turismo sostenibile e la tutela e valorizzazione dei parchi, con il sostegno amministrativo a favore dei piccoli comuni per l’attuazione dei progetti. Previsto il “Piano Nazionale Borghi” al fine di promuovere il rilancio delle aree rurali e montane e contrastarne lo spopolamento, anche mediante incentivazione al recupero del patrimonio edilizio previsto dalla legge sui piccoli comuni. Di rilievo in tal senso anche la previsione dell’estensione del superbonus 110 per cento all’intero anno 2023, esteso anche ai fabbricati rurali oltre che ai centri storici. Si tratta di un risultato di grande rilievo ottenuto anche grazie all’impegno e alla determinazione dell’UNCEM, che ha saputo presentare valide proposte e costruire la giusta interlocuzione con i Gruppi politici presenti nel Parlamento.

                                                                                   Vincenzo Mazzei

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