Sab. Mag 15th, 2021

“Quanto ammesso dal collaboratore di giustizia Andrea Mantella, tra i principali teste d’accusa nel processo Rinascita Scott, potrebbe sembrare quasi una presa in giro, una racconto inventato. Secondo Mantella, infatti, una rete massonica si attivava ogni volta che c’era da aggiustare un processo nei confronti di boss e gregari delle cosche ‘ndranghetiste nel vibonese. Il pentito fa nomi e cognomi. Cita l’omicidio di Ferdinando Manco. Di come la perizia balistica lo inchiodasse, ma la rete di copertura, attraverso il commendatore e massone Carmelo Fuscà, cambiò il destino del processo. E pure gli anni di carcere furono ridotti con la nomina dell’avvocato Giancarlo Pittelli definito ‘un massone clandestino in una loggia paramafiosa’. Nessuna novità, la storia si ripete e fa male. Ma non avranno l’ultima parola. Gli uomini delle istituzioni, l’avvocatura e la magistratura tacciate in questo modo sono una ferita per tutta l’Italia. Il nostro obiettivo, come dipartimento, è creare i presupposti perché tutto ciò sia un lontano ricordo”. Così il deputato Gianluca Cantalamessa, responsabile del dipartimento Antimafia della Lega e Giacomo Saccomanno, segretario della Lega Calabria.

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