Ven. Mag 14th, 2021

“Il 18 marzo 1990 posso documentare che non mi trovavo a Reggio. Per cui le mie dichiarazioni rese al dottor Francesco Mollace nel 1999 vanno rettificate.” Maurizio Lo Giudice, già appartenente alla nota famiglia di Ndrangheta per poi diventare un collaboratore di giustizia, scrive una lettera a Klaus Davi all’indomani della puntata di ‘Fatti e Misfatti’ popolare programma condotto da Paolo Liguori su Tg Com , dedicata al duplice omicidio di Bruno Nucera e Raffaele Tavella.

Quell’interrogatorio fu importante perché il Logiudice ammise che la sparizione di Angela Costantino era riferibile alla propria famiglia.Nella missiva si legge :” le

posso dire con certezza che io non mi trovavo in quel periodo a Reggio

Calabria ma bensi’ mi trovavo in Montecampano di Amelia(Terni) con

mio padre le mie sorelle e i miei fratelli in quanto era al soggiorno

obbligato (verificate). Quindi mi sarebbe stato impossibile recarmi a

San Brunello con il nipote Fortunato Pennestri’.” La presa di distanza delle dichiarazioni rese a Mollace e messe a verbale è netta: “

Confrontando, prosegue Logiudice, e incrociando date giorni del suo racconto mi sono

sentito in dovere dirle che non mi rivedo su’ quelle dichiarazioni rese

su dei reati di ben 31 anni fa’ parliamo!!!! quando io avevo circa 14

anni.”

Per Klaus Davi una dimostrazione che la televisione può dare un contributo importante alle indagini “cosa che continueremo a fare sicuramente con ‘Fatti e Misfatti’ dedicandoci non solo al caso dei due ragazzi di San Brunello, ma anche all’omicidio di Nino Gulli, Paolo Schimizzi. La Calabria la si può aiutare solo facendola uscire dall’isolamento e non certo soffocandola, come diceva giustamente Giuseppe Pignatone, in un cono d’ombra. Lasciamo l’ombra alla criminalità organizzata, ha detto Davi, e restituiamo la luce alla Calabria.”

ECCO LA LETTERA

  Gentile Sig. Klaus Davi

ho letto le sue ricostruzioni sull’omicidio Raffaele Tavella e di Bruno

nucera avvenuto nel 1990 a San Brunello in Reggio calabria

premetto che la seguo ormai da tantissimi anni la sua attivita’ contro

la criminalita’ organizzata e ne apprezzo lo slancio e il coraggio.

  In merito al documento che ha pubblicato cioe’ l’interrogatorio fattomi

dal pm dottor Francesco Mollace nel 1999 desidero precisare quanto segue,

anche in conseguenza della ricostruzione fatta nel programma ‘Fatti e

misfatti’.

Grazie a lei che mi a indicato dei dettagli che mi ha colpito piu’ di

ogni altra cosa e la data di questi fatti molto tristi, lei stesso

indica una data di cui ho avuto modo di ricostruire il periodo , e le

posso dire con certezza che io non mi trovavo in quel periodo  a reggio

calabria  ma bensi’ mi trovavo in montecampano di Amelia  (Terni) con

mio padre le mie sorelle e i miei fratelli in quanto era al soggiorno

obbligato (verificate). Quindi mi sarebbe stato impossibile recarmi a

San Brunello con il nipote Fortunato Pennestri’ .

Intendo quindi correggere quanto detto nel 1999  un periodo per me’

complesso e di forti pressioni psicologiche ed emotive  (verificate

cartella clinica  carcere di san pietro reggio calabria )

Confrontando e incrociando date giorni  del  suo racconto mi sono

sentito in dovere  dirle che non mi rivedo su’ quelle dichiarazioni rese

su dei reati di ben 31 anni fa’ parliamo!!!! quando io avevo  circa 14

anni .

Colgo l’occasione per  comunicarle che aldila’  di varie vicende 

vissute negli ultimi  25 anni  tra galera  e  tantissimi altri problemi

che  ancora oggi devo fronteggiare  e chiariro’ nelle sedi opportune 

non mi arrendo al fatto di essere riuscito  a realizzare una famiglia

lontana  dalla calabria con tutti i suoi valori  e principi basati sul

lavoro e l’onesta’ , ultimamente  credo che questo  da fastidio  a molte

persone non escludendo amici,parenti,vecchi conoscenti,e per questo che

sto’ lavorando alla ricostruzione degli ultimi 25 anni della mia vita e

le garantisco che sono arrivato ad ottenere ottimi risultati come un

(antivirus) contro ogni malessere che si presentera’ le assicuro che

sara’ derattizzato,perseguitato nelle sedi opportune e chiarito alle

autorita’ di competenza e giustizia .

Tutta questa mia pero’ non deve scoraggiarla ad andare avanti sulla

strada della verita’ e della giustizia .

Sono 21 anni che ho preso le distanze dalla criminalita’ un mondo

ingiusto fatto di tragedie e falsita’  e non intendo piu’ tornarci.

Continuo la mia battaglia contro ogni tipo di criminalita’ per un futuro

migliore non solo mestesso dei miei figli ma anche dei miei nipoti in

quanto nonno.

Ma la continuo  non piu’ da collabroratore di giustizia e neanche da ex 

collaboratore di giustizia ma da uomo libero!!!

  senza collare e senza guinzaglio.

Cordiali saluti Maurizio Logiudice

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