Ven. Mag 14th, 2021

Le dichiarazioni del sindaco di Locri dopo aver assistito al processo che ha assicurato, alla giustizia nell’agosto 2019, alcuni noti personaggi che tenevano sotto scacco la città

Riceviamo e pubblichiamo

1Oggi sono stato “testimone” nel processo “Riscatto” a seguito della brillante operazione dei Carabinieri che ha assicurato, alla giustizia nell’agosto 2019, alcuni noti personaggi che per trent’anni, nel silenzio e indifferenza di tanti, si sono appropriati del cimitero cittadino e hanno tenuto sotto scacco tutta la popolazione spaventata e assoggettata al potere criminale di questi personaggi.

Tutto ciò si è fermato davanti alla coraggiosa e ferma presa di posizione mia e della mia amministrazione che mi ha seguito su questo percorso.

Le formali denunce fatte sin dal 2013, fatte con convinzione e determinazione nell’interesse dei cittadini onesti di Locri, hanno oggi “liberato” il cimitero anche se il percorso di “normalizzazione” è ancora lungo e la città e i cittadini dovranno essere risarciti del danno subito.

Oggi per me è stato uno dei  momenti più intensi, importanti e significativi di questa lunga esperienza amministrativa.

Anni di coraggiose denunce formali e pubbliche che sono servite a restituire la giusta e meritata libertà alla nostra città.

Sono convinto che non sono io a dover avere paura di questi soggetti, ma sono loro a dover temere la forza e la sinergia della “macchina Stato” sempre più presente nella nostra città e nel nostro territorio che oggi si sta piano piano liberando dal potere malavitoso che tanto male ha fatto in passato.

Sono convinto che anche questo processo segnerà una pagina importante verso la vittoria finale contro le potenti famiglie di ‘ndrangheta. Io ci credo e continuo a lottare».

Giovanni Calabrese, sindaco di Locri

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