Dom. Mag 16th, 2021

Installata solo ieri in occasione del 25 aprile, in un angolo centralissimo della città. Teppisti in azione nella notte. Ripulitura a tempo di record

Potremmo parlare dei ripetuti, gravissimi danni inferti a una struttura preziosa destinata ai bambini come il Parco Baden-Powell. O alla teppaglia che ha danneggiato in modo vile gli spogliatoi del campo di calcio a 5 di Platì, nuovo di zecca, dove solo ieri s’è svolta una manifestazione a presidio della legalità e contro vandalismi di questa fatta. Potremmo menzionare i mille e mille attentati al bene pubblico al Parco “Cacozza” nella zona Sud di Reggio, ancòra una volta a dispetto del fatto che fossero proprio i bambini i fruitori; o uno dei gesti più vigliacchi e spregevoli consumati negli ultimi tempi, la distruzione della stele che custodiva l’imperitura memoria del fantastico play della Viola Massimo Mazzetto, volato via in modo assurdo quando era ancòra troppo, troppo giovane. E mille, mille altri disgustosi episodi ancòra…
E invece, incredibile ma vero, dobbiamo occuparci di nuovo di vandalismi idioti e d’azioni perpetrate da teppisti (in)disturbati nel cuore della notte. Sempre che lo scenario non sia peggiore…

Stavolta il “fattaccio” è accaduto nella notte tra ieri e oggi nel tratto finale di via Aschenez, a un passo dal centralissimo Castello aragonese e da scuole popolatissime (Liceo classico “Tommaso Campanella”, Convitto “Tommaso Campanella”, i plessi delle scuole medie “Venezia Trento” e “Galileo Galilei”, che è giusto davanti, a pochi centimetri).
A farne le spese, la “panchina bianca” installata giusto ieri, in occasione della Festa della Liberazione 2021, che riporta le superbe parole di Antonio Gramsci sull’antifascismo, la Resistenza e i partigiani: Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.
Come da foto, la “panchina parlante” di colore bianco era stata peraltro posizionata giusto accanto alla “panchina rossa” contro la violenza sulle donne precedentemente posizionata.

Teppisti politicizzati?

La solita bomboletta, i soliti ebeti.
…O no?
Stavolta, essendoci di mezzo le parole di uno dei padri del comunismo italiano, il fondatore dell’Unità Antonio Gramsci – al cui esilio a Ustica peraltro proprio un cineasta di Reggio Calabria, Emiliano Barbucci, ha dedicato un intenso docu-film interpretato da un magnifico Peppe Mazzotta, Gramsci 44: 44 quanti furono i giorni del suo esilio isolano, appunto -, la Festa della Liberazione, l’antifascismo e i valori della Resistenza, il dubbio viene. Potrebbe non trattarsi solo di una “bravata” di qualche scavezzacollo, ma di una vandalizzazione a sfondo politico: ma è vero pure che né l’imbrattamento (limitatosi a bollare la frase di Gramsci con un volgare “wc”) né altre fonti riportano alcun segnale di rivendicazione “nera”.

Immediata la ripulitura

Di certo, ci sono solo due frangenti. Primo, chi ha agito ha vandalizzato la panchina nella notte o alle prime luci dell’alba, comunque prima delle 6 del mattino perché poco dopo le 6 è stata materialmente “avvistata” l’opera dei teppisti di turno, solo a poche ore dall’inaugurazione della panchina.
E poi, il Comune s’è istantaneamente messo in azione: già per le 8,30 erano sul posto gli addetti alla ripulitura e, a presenziare ma anche a dare una mano fattivamente, consiglieri e assessori comunali, da Demetrio Delfino a Giuggi Palmenta, da Paolo Brunetti a Max Merenda, da Armando Neri a Filippo Quartuccio. Ripulitura immediata ed efficace, resta giusto un po’ d’alone nerastro dietro le lettere normografate. Ma è anche questo, forse, un modo per ricordare qualcosa: che la libertà e la civiltà sono Valori da guadagnarsi e custodire ogni giorno.

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