Dom. Mag 9th, 2021

“Abbiamo bisogno del vostro aiuto e del vostro sostegno. Seguiteci sempre e aiutateci con i vostri pareri, le vostre proposte. Questa terra è un grande terreno fertile che aspetta anche il ritorno di chi è partito. Qui si può lavorare e investire, si può ricominciare. Quello che c’è di male nella nostra terra, c’è ovunque; e se si combatte ovunque, si può combattere anche qui”. Lo ha affermato il presidente ff della Regione, Nino Spirlì, in occasione dell’insediamento della Consulta dei calabresi nel mondo, avvenuto questa mattina. All’evento, che si è svolto in videoconferenza, sono intervenuti i consultori eletti in diverse parti del mondo. Ai lavori hanno preso parte anche il dirigente generale del dipartimento Presidenza, Tommaso Calabrò, e la dirigente dell’ufficio Emigrazione, Gina Aquino. “Per me – ha aggiunto – è molto importante continuare a portare avanti la volontà di Jole Santelli. La prima presidente donna di questa regione desiderava riunire i calabresi che rendono grande la nostra regione nel mondo attraverso le nuove rappresentanze, per far sì che non si disperda mai la calabresità, la conoscenza di ciò che è Calabria. Siamo greci, ebrei, arbereshe, occitani, latini, italici, bruzi, saraceni, mori, normanni, francesi, spagnoli, goti. Il nostro è il sangue del mondo. Ecco perché chi viene qui trova un po’ di se stesso”. Spirlì ha annunciato il nuovo progetto regionale “Virtual tour” che, nella fase iniziale, metterà in rete 12 località della Calabria da far conoscere al mondo. “Attraverso questo viaggio virtuale – ha spiegato -, si potranno visitare luoghi della fede come quello di Polsi, il Santuario di Paola e la Certosa di Serra San Bruno; luoghi storici come i castelli di Corigliano, Le Castella e Scilla; luoghi dell’arte contemporanea, dal Musaba di Mammola alle opere di Salvatore Fiume, fino ai murales di Diamante; luoghi dell’archeologia, tra cui la Villa romana di Casignana, il Parco Scolacium di Roccelletta e l’area di Capo Colonna. Questo tour sarà poi arricchito con altri luoghi di cultura che custodiscono le identità greco-giudaica, arbereshe, grecanica e occitana”. Spirlì, infine, ha invitato i calabresi nel mondo a realizzare nuovi format per raccontare le loro esperienze all’estero: “Potreste essere voi – ha detto ai consultori – a spiegare chi erano i primi calabresi arrivati nei vari Paesi e cosa hanno fatto per farsi conoscere. Anche questo tipo di iniziative potranno essere il nostro biglietto da visita nel mondo”.

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