Gio. Apr 22nd, 2021

La cerimonia con  dedicazione del nuovo altare e la benedizione dell’ambone è prevista per le ore 19 in diretta tv su sul canale 85 di Telemia dopo circa otto mesi di lavori occorsi per il restauro del sistema di copertura, degli intonaci esterni e il risanamento delle pareti interne a causa dei fenomeni di risalita dell’umidita.

I lavori, realizzati dall’impresa di restauro Carrà Domenico di San Costantino Calabro, su progetto e sotto la direzione dei lavori dell’architetto Lucia Saccà, sono stati resi possibili grazie al finanziamento della Conferenza Episcopale Italiana attraverso il fondo dell’otto per mille del gettito Irpef  alla chiesa cattolica e con la contribuzione dei fedeli oltre al sostegno della Diocesi di Locri-Gerace.

Sarà pertanto il vescovo, monsignor Francesco Oliva, unitamente al parroco don Giuseppe Depace, a officiare la solenne liturgia che vedrà la partecipazione di pochi fedeli per le restrizioni dovute  al Covid-19.

La chiesa, il cui impianto risale al 1934, era stata costruita nell’ambito del piano complessivo di ricostruzione delle chiese terremotate del 1908 e che, soprattutto nel corso degli ultimi decenni,  ha richiesto vari interventi di manutenzione che non hanno risolto le problematiche soprattutto legate alle infiltrazioni del tetto e all’umidità del sottosuolo.

Un restauro perciò,  quello di oggi, eseguito con il coordinamento dell’Ufficio diocesano dei beni culturali e con la supervisione scientifica della Soprintendenza alle Belle Arti di Reggio Calabria,  che riporta la chiesa  al suo splendore originario anche attraverso l’adeguamento liturgico del presbiterio che tiene conto della nota pastorale della Commissione Episcopale per la Liturgia le cui basi sono state poste dal Concilio Ecumenico Vaticano II.

Prosegue così l’opera di recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio diocesano di monsignor Oliva che dopo la riapertura al culto dei giorni scorsi della chiesa di San Francesco d’Assisi in Stilo ora “riapre le porte” della chiesa parrocchiale dell’Arco di Siderno.

Il presule della chiesa locrese è anche  in attesa che al più presto  si completino i restauri di altri importanti edifici di culto del territorio diocesano ora in fase di realizzazione, come la Cattedrale di Locri, o in fase di avvio dei lavori secondo un preciso programma pluriennale che tiene conto delle urgenze e dello stato di conservazione e che guarda con fiducia alle provvidenze della CEI.   

GIORGIO METASTASIO

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