Lun. Mag 10th, 2021

Fragomeni: «Purtroppo non si parla più di riforme strutturali della sanità»

Il cattivo tempo ha limitato la partecipazione al nuovo sit-in organizzato all’ex ospedale di Siderno per chiedere l’attivazione della Casa della salute e la qualificazione del sistema sanitario della Locride. Sasà Albanese e Francesco Martino, e gli altri componenti del comitato spontaneo “Pro Casa della salute” hanno rinnogato la richiesta che sia utilizzato il finanziamento di 9.760.000 euro per la realizzazione della Casa della salute fermo da ben 8 anni. Al nuovo sit-in ha partecipato anche l’ex primario di Pediatria dell’ospedale di Locri, Franco Mammì con il quale Martino e Albanese si sono soffermati sui problemi della sanità nella Locride, a cominciare dal piano vaccinale anticovid con riferimento specifico anche alla vaccinazione a domicilio per le persone fragili, lo smantellamento dei Consultori familiari e le inefficienze dell’ospedale di Locri.

Sui temi della sanità è intervenuta ieri Maria Teresa Fragomeni, ex assessore regionale e candidata a sindaco di Siderno. «Oggi – osserva – non si sente più parlare di necessità di riforme, ma solo di vaccini e della loro (dis)organizzazione. Si sente parlare di – aggiunge – ricoveri ma non si sente più parlare di medicina del territorio. Quella che fino allo scorso anno è stata la “salvezza” per molte persone. Oggi (per fortuna dico io) la maggior parte dei malati è asintomatica. Ma il punto di domanda è: chi si occupa di loro? Adesso che ogni sforzo è teso a vaccinare, chi pensa alle terapie sul territorio?».

Fatti questi interrogativi Maria Fragomeni aggiunge: «Il Senato lo scorso 8 aprile, ha approvato un protocollo per la gestione domiciliare del Covid. Purtroppo però non è sufficiente, perché molto spesso i centralini suonano invano (così come anche le visite domiciliari dei medici di famiglia). Se è vero quanto annunciato dall’Onu (“arriverà un’era di pandamie”) cioè che ci sono 1,7 milioni di virus non scoperti in uccelli e mammiferi di cui 827.000 potrebbero infettare l’uomo, è più che mai urgente essere “preparati”: si ritorni parlare di riforme del sistema nazionale sanitario e si ritorni a parlare di rafforzamento della medicina territoriale! La sanità – conclude Fragomeni – deve tornare ad essere un diritto, e come tale, deve essere garantita, per tutti i cittadini e su tutto il territorio nazionale».

ARISTIDE BAVA

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