Gio. Dic 2nd, 2021

In queste settimane il tema “Alta Velocità” tra Salerno e Reggio Calabria è sicuramente il più dibattuto in lungo ed in largo per il web, e ovviamente per un obiettivo così importante che finalmente sembra concretizzarsi, non ci siamo risparmiati neanche noi di Associazione Ferrovie in Calabria con tanti approfondimenti e proposte, e sicuramente ci sarà ancora molto da discutere e seguire con attenzione. Questo, però, non ci ha impedito di continuare ad occuparci di una tematica che, da sempre, ci sta fortemente a cuore: il ripristino dei collegamenti ferroviari a lunga percorrenza, specie notturni, sulla Ferrovia Jonica. Non dimentichiamo che lunga percorrenza su ferro, non corrisponde esclusivamente ad Alta Velocità: in Italia, così come nel resto d’Europa, esiste una fitta ed efficiente rete di servizi “tradizionali”, nella nostra nazione conosciuti come InterCity ed InterCity Notte. Un modo diverso, più “slow” ma soprattutto economico e confortevole, per spostarsi lungo il territorio nazionale: questi treni, sovvenzionati attraverso un Contratto di Servizio tra Ministero dei Trasporti e Trenitalia, hanno come principale obiettivo quello di garantire la continuità territoriale offrendo l’opportunità anche a località minori non servite dall’Alta Velocità, di essere collegate con le principali città italiane. Sicuramente questa tipologia di servizi, specie notturni, ha conosciuto un decennio di crisi: la concorrenza del trasporto su gomma, delle compagnie aeree low cost e paradossalmente della stessa Alta Velocità, aveva portato ad una forte riduzione degli stessi, portando però molti territori (come nel caso della fascia jonica calabrese) a subire un pesantissimo isolamento. Qualcosa è iniziato a cambiare nel corso del 2019, in tutta Europa: un rilancio in grande stile dei treni notte, sulla scia delle campagne per la sostenibilità ambientale e la riduzione delle emissioni, era già partito. La pandemia esplosa all’inizio del 2020 ha inizialmente rallentato questo processo, che però oggi ha ripreso maggiore vigore: numerose compagnie ferroviarie europee, sia nazionali (come le ferrovie austriache OBB, colosso dei servizi ferroviari notturni in Europa) che private, hanno annunciato ed in parte avviato, numerose ed interessantissime nuove relazioni ferroviarie notturni sia all’interno degli Stati che internazionali. In Francia, lo stesso Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, ha annunciato un rilancio delle relazioni “Intercitès” effettuate con composizioni tradizionali di locomotiva più vetture (non quindi complessi inscindibili come nel caso dei treni ad Alta Velocità) al fine di ripristinare questa tipologia di relazioni dove soppresse e potenziarle dove già esistenti. L’obiettivo è quello di incrementare l’appetibilità dei servizi su rotaia, scoraggiando l’utilizzo dell’automobile.
L’Italia non fa eccezione: un rilancio del segmento notte è in atto anche da parte di Trenitalia, per il momento “solo” attraverso un ambizioso piano di restyling delle vetture letto, cuccette e posti a sedere e relativo miglioramento dei servizi offerti al viaggiatore, ma è in programma anche un notevole incremento delle relazioni notturne a livello nazionale. La notizia davvero molto interessante e che ci riguarda da vicino, è relativa allo studio, attualmente in corso, di un nuovi (e quasi totalmente inediti) collegamenti InterCity Notte nazionali anche tra le stesse regioni del Sud Italia.
Carpe diem: non c’è più tempo da perdere per la Ferrovia Jonica. Noi di Associazione Ferrovie in Calabria non possiamo quindi che rilanciare, ancora una volta, la proposta di unificazione dei treni InterCity 562/559 Reggio Calabria Centrale – Taranto con i treni InterCity Notte 758/765 Lecce – Taranto – Milano Centrale. Semplicemente evitando la rottura di carico a Taranto, attraverso l’aggancio/sgancio dall’InterCity Notte delle vetture provenienti dalla linea Jonica, si potrebbe ripristinare a costo zero una relazione diretta tra tutta la Calabria e Basilicata jonica, e Bologna/Milano. Si tratterebbe di una boccata d’ossigeno per un territorio che, purtroppo, soccombe sotto i colpi dell’isolamento in tema di trasporto ferroviario (e non solo). Realizzare questo collegamento significa ridare la possibilità di viaggiare dalla Locride, da Catanzaro (capoluogo di Regione!), da Crotone, dal cirotano e dalla sibaritide, verso Milano, senza dover cambiare treno.
Perchè si tratterebbe di un provvedimento a costo zero? Molto semplicemente perchè non si tratterebbe di un treno aggiuntivo: l’unica operazione da effettuare, a Taranto, sarebbe quella di effettuare, appunto, la manovra di aggancio/sgancio delle vetture. Manovra effettuabile senza alcuna particolare problematica visto e considerato che nell’importante stazione pugliese esiste già un presidio di manovra (ovviamente, essendo attestati in questa stazione numerosi treni nazionali e regionali). Chiaramente, alle due vetture tipo “UIC-Z” con posti a sedere di seconda classe che oggi compongono l’InterCity 562/559 Reggio C. Centrale – Taranto, andrebbe aggiunta una sezione notte composta da almeno due vetture UIC-X a cuccette “T4 Comfort” dotate di 4 cuccette per ogni scompartimento, ed una vettura letto MU che garantisce un comodissimo servizio alberghiero su rotaia (ogni scompartimento è dotato di 3 letti offrendo quindi tre diverse sistemazioni, triplo, doppio e singolo).
Due particolari da non dimenticare: il 2021 è stato identificato come “l’anno europeo delle Ferrovie”, dedicato proprio al rilancio dei trasporti su rotaia in tutta l’UE, ma soprattutto non si dimentichi che le direttive europee presenti nel “Next Generation EU”, il piano di rilancio economico europeo, prevedono che gli Stati membri per poter ottenere i finanziamenti previsti, vadano a colmare i gravi gap infrastrutturali ed economici presenti all’interno dei propri territori. Si inizi a farlo: è impensabile che, ancora nel 2021, su un territorio abitato da circa 1 milione di abitanti, non sia possibile salire a bordo di un treno a lunga percorrenza per raggiungere senza alcuna rottura di carico le principali città italiane. Tanto grave e inaccettabile è questo gap, tanto semplice, immediata ed economica è la soluzione (almeno per quanto riguarda la relazione da/per Milano Centrale): l’Associazione Ferrovie in Calabria lancia ancora una volta l’appello alle personalità politiche regionali e nazionali, ed avvierà, ancora una volta, tutte le necessarie interlocuzioni istituzionali per far sentire la propria voce.

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