Sab. Mag 15th, 2021

La cardiologa Emmida Multari: «Una decisione senza criterio, Pneumologia è vicina a Oncologia, non può esserci sicurezza». La proposta di marzo 2020 di un centro covid nell’ex ospedale di Siderno o negli ex uffici di Locri, non fu presa in considerazione

I due “vax day” a Siderno hanno dato tutto sommato buoni risultati, anche se nel pomeriggio di domenica si è registrata una leggera flessione rispetto al giorno precedente. È necessario, però che le vaccinazioni continuino a pieno ritmo. Purtroppo molta gente incontra difficoltà nel prenotare e, certamente, sarebbero necessarie maggiori informazioni, soprattutto a vantaggio degli anziani. A questo proposito registriamo una lodevole iniziativa del movimento politico #Inpiedipersiderno che ha messo a disposizione dei cittadini nella sede di piazza Municipio, un centro di prenotazione. «Tutti scrive il movimento – potranno rivolgersi ai nostri volontari, ogni giorno e gratuitamente, per essere assistiti nell’iter di prenotazione sulla piattaforma dedicata».

Non è stato invece molto partecipato l’ultimo sit in tenutosi davanti all’ex ospedale di Siderno ma il Comitato spontaneo non demorde e continua la sua battaglia per l’affermazione della sanità nella Locride, anche se le notizie che di tanto in tanto trapelano non sono molto confortanti. E probabilmente, è proprio questo, unitamente alle allarmanti voci di nuove diffusioni del contagio da Covid, a scoraggiare i cittadini alla partecipazione attiva. Quest’ultima domenica, si è inevitabilmente parlato dell’istituzione di una “zona covid” all’Ospedale di Locri. In molti hanno rimarcato – sulla scia dei sindaci della Locride durante la loro ultima assemblea – come malgrado sia passato più di un anno dall’inizio della pandemia, il territorio sia stato lasciato in balia di se stesso. Le proposte del marzo 2020 indirizzate a creare un centro covid nell’ex ospedale di Siderno o, in alternativa, negli ex uffici amministrativi dell’ospedale di Locri, non sono state neppure prese in considerazione, mentre adesso si lavora per creare posti letto Covid all’interno del nosocomio locrese in condizioni di estrema difficoltà.

Durante il sit in si è aperto un piccolo dibattito al quale hanno partecipato Giuseppe Badia, vicepresidente della Pro Loco, Ersilia Multari, presidente della Consulta comunale, Sasà Albanese del Comitato spontaneo , Emmida Multari, cardiologa e Mario Diano presidente del Corsecom. «Con quale criterio – ha affermato la dott. Multari, cardiologa dell’ospedale di Locri – se non quello di penalizzare gli altri reparti dell’ospedale? Come si fa a ritenere che si possa agire in sicurezza attivando la zona Covid nell’attuale reparto di Pneumologia che si trova a stretto contatto con altri settori, uno dei quali, quello più delicato, è Oncologia?».

Sasà Albanese e Francesco Martino, responsabili del Comitato che hanno annunciato che nei prossimi giorni incontreranno il commissario provinciale Gianluigi Scaffidi al quale “gireranno” le proteste dei cittadini e parleranno dei tempi tecnici necessari per l’attivazione della Casa della salute. Tempi che – a quanto è dato sapere – se non si adotteranno iniziative adeguate non saranno certamente brevi.

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