Mar. Giu 15th, 2021

In merito alla seduta del Consiglio comunale, chiamato nei giorni scorsi a determinarsi sulla sopravvenuta condizione di incompatibilità alla carica di consigliere comunale di Domenico Antico, il circolo PD di Cittanova intende esprimere le seguenti considerazioni.

Il circolo PD condivide anzitutto l’impostazione e la conduzione di grande equilibrio e garanzia, nella direzione dei lavori del consesso elettivo, da parte del Presidente del Consiglio comunale Anselmo La Delfa, a cui con correttezza si è conformata l’Amministrazione Comunale. 

Come è noto le ragioni della contestazione di incompatibilità, sulla base di quanto formalmente comunicato al Consiglio Comunale dalla Segretaria comunale, sono conseguenti all’insorgenza di un conflitto d’interessi del consigliere Antico con l’Ente, per via di una lite pendente instaurata dallo stesso consigliere comunale attraverso un ricorso prodotto al TAR, in materia edilizia, contro il Comune. 

La vicenda nasce da un caso di natura privatistica che ha riguardato l’Avv. Antico e che trova origine da una denuncia, con conseguente lite, di un cittadino nei suoi riguardi in materia edilizia.

Non spetta a noi, né intendiamo farlo, entrare nel merito e invadere ambiti che non ci competono circa la legittimità di provvedimenti amministrativi assunti dagli uffici preposti, verso i quali, fino a prova contraria, non possiamo che manifestare la nostra fiducia.

Contrariamente a quanto richiesto pubblicamente dal movimento politico dell’avv. Antico, “Viva Cittanova Viva”, secondo il quale bisognava rinviare a data da destinarsi, dopo il pronunciamento del TAR, la decisione sulla condizione di sopravvenuta incompatibilità, i tempi entro cui il consiglio comunale deve determinarsi non sono soggetti alla discrezionalità di alcuno, ma sono prescritti dal D.Lgs 267/2000, il quale stabilisce in maniera precisa le fasi e l’intero percorso temporale che va seguito. E’, perciò, una pretesa sui generis quella di voler tenere il Consiglio Comunale ostaggio dell’interesse privato di una singola persona.

A nostro avviso, si sarebbe invece potuto e dovuto evitare di proiettare gli effetti di una vicenda di natura privata sul consesso elettivo.

Anche perché, con l’eventuale decadenza di Domenico Antico, a causa del suo attuale conflitto d’interessi col Comune, contro il quale ha instaurato una lite, una parte di elettorato verrebbe privata del rappresentante sul quale aveva riposto la propria fiducia, indicandolo quale figura di sindaco.

Proprio per questo come Partito Democratico avevamo auspicato pubblicamente che il consigliere Domenico Antico potesse rimuovere la sua situazione di sopravvenuta incompatibilità, provvedendo a superare il conflitto d’interessi con la carica esercitata di consigliere comunale, determinato dallo stesso con il ricorso al TAR.

Ed è un auspicio che come PD abbiamo ribadito al consigliere Antico anche nella seduta del Consiglio Comunale, attraverso l’Assessore Marianna Iorfida, invitandolo a riflettere seriamente sull’opportunità di scegliere di rimanere in consiglio comunale a rappresentare quanti lo hanno votato, individuando e praticando soluzioni alternative per portare avanti quello che egli ritiene essere un suo legittimo diritto, soluzioni che non compromettano però la sua compatibilità con la permanenza in questo consiglio comunale.

Purtroppo il consigliere Antico, lasciato peraltro da solo risultando assente l’altro componente del suo gruppo in entrambe le sedute del consiglio, ha deciso di percorrere una strada diversa e, fin qui, anche se ciò fa riflettere, è del tutto legittimo che egli privilegi, com’è suo diritto, il proprio interesse privato rispetto all’impegno pubblico precedentemente assunto con i propri elettori.

Quello che non è ammissibile oltre che essere censurabile e da condannare con forza, è il deplorevole comportamento dell’Avv. Antico in seno al Consiglio Comunale. Nel corso della riunione, con fare livoroso, scomposto e gratuitamente offensivo, ha rivolto beceri attacchi a destra e a manca verso amministratori, apparati amministrativi e professionisti privati e, esibendo una cattiva impronta maschilista, ha rivolto particolari attenzioni velate di minacce alle consigliere comunali, illudendosi di poterle condizionare nelle loro libere determinazioni.

A tutte e a tutti loro va la nostra piena e totale solidarietà, vittime incolpevoli dell’impetuoso furore del consigliere Antico, privo, evidentemente, di un minimo di cultura politico-istituzionale. 

Il Consiglio Comunale e i nostri concittadini, quale che sia l’argomento trattato, impongono un giusto contegno ed una discussione seria e rispettosa, quale gli è tradizionalmente consona, non facendola precipitare a simili bassi e speciosi livelli, dove l’ha portata l’Avv. Antico.

Manifestiamo, inoltre, la nostra vicinanza ed incondizionata solidarietà all’Arch. Gaetano Gerace, anch’egli vittima di un volgare attacco sferrato in quella sede da parte del consigliere Antico, il quale, nel disperato tentativo di intorbidire le acque, ha maldestramente cercato di accreditare presunte azioni complottistiche ai suoi danni, non facendosi il minimo scrupolo di tirare in ballo incolpevoli persone.  A parte la totale estraneità dell’Arch. Gerace in questa vicenda, la sua integrità morale e la correttezza sia personale che professionale sono unanimemente riconosciute e, a differenza che per altri, possono essere affermate coram populo.

Infine, riteniamo che la situazione generale e quella del nostro paese, determinata dalla pandemia dalla quale non siamo ancora usciti, richiede un particolare ed autentico impegno e sforzo da parte di tutti. Ai rappresentanti della maggioranza, che hanno l’onere e il compito di amministrare nel migliore dei modi possibile il nostro bel paese, e ai rappresentanti dell’opposizione, con i quali riteniamo importante dover portare avanti, ciascuno dalla propria collocazione, un confronto sereno sul merito dei problemi che investono Cittanova, che necessitano di una soluzione e dell’impegno di tutti.

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