Sab. Mag 8th, 2021

“Abbiamo un budget di 20 milioni sufficiente per avviare al più presto le procedure per la realizzazione degli studios a Lamezia. Le gare d’appalto saranno predisposte in tempi rapidi, d’altro canto qui in Calabria ho trovato grandi competenze in grado di portare a compimento un’intuizione della compianta presidente Santelli sulle tante potenzialità di questa terra”. Giovanni Minoli, giornalista, produttore e dirigente televisivo e oggi commissario della Calabria Film commission, è immerso nella programmazione di tutti i passaggi necessari a dare vita al grande progetto sugli studios cinematografici nell’area dell’ex Sir. L’area è stata individuata, il budget iniziale di 20 milioni predisposto con atto di Giunta regionale. L’intenzione è quella di veder nascere là dove sarebbe dovuto sorgere uno dei poli industruali più potenti del Sud, una “Cinecittà” calabrese. Lo spazio – in comodato d’uso gratuito per dieci anni – misura quattro ettari e appartiene attualmente alla Fondazione Terina onlus.

Nel dettaglio, cosa di prevede di realizzare nell’area ex Sir?

“L’obiettivo è quello di ospitare grandi produzioni sia per il grande schermo che per la tv, attraverso la realizzazione di studios a ciclo continuo, ovvero in grado di realizzare un prodotto finito: dalla produzione, all’edizione, fino alla realizzazione di effetti speciali. Abbiamo in mente, ad esempio, la costruzione di una piscina, fra le più richieste nelle riprese e negli effetti speciali e che andrebbe a creare un inedito, un attrattore unico per le grandi produzioni. Qui potrà trovare ospitalità un mercato diversificato: cinema nazionale e internazionale, fiction e show televisivi, spot pubblicitari, videoclip e shooting fotografici”.

La Calabria è sul piano naturalistico una location a cielo aperto: si prevede di utilizzare anche le riprese in esterna?

“Certamente, il rapporto con il territorio sarà molto stretto, come d’altro canto avviene in tutti i luoghi in cui sorgono studios, vedi ad esempio a Napoli con la produzione della fiction “Un posto al sole”, girata anche in esterno. L’industria audiovisiva può dare grandi soddisfazioni e nuovi orizzonti alla Calabria. A Napoli, dove curo da 25 anni “Un posto al sole”, la produzione è ormai diventata una delle più importanti aziende della città ed è in questa missione che credeva la presidente Santelli e con quest’animo mi ha coinvolto”.

Ha già in mente storie e contenuti legate alla Calabria?

“Abbiamo già avviato la prima produzione di sei puntate sulla donne di Calabria e altre vedranno vita, attingendo alle ambientazioni, alla storie e ai luoghi straordinari di questa terra”.

L’area ex Sir ha nel suo passato una lunga storia di promesse mancate e di fallimenti: perché questa sarà la volta buona?

“Credo che il miglior approccio è fare le cose e far parlare i fatti, non a caso abbiamo annunciato il progetto soltanto dopo l’approvazione degli atti necessari all’individuazione dei luoghi e allo stanziamento delle risorse. In questa scommessa devono credere per primi i calabresi, sono loro che dovranno far camminare questa grande macchina che io ho semplicemente messo in moto. E’ chiaro che ci vorrà tempo ma la miccia è stata accesa”.

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