Mer. Ago 4th, 2021

In queste ultime 48 ore di riflessione successive alla sentenza del Tar Calabria, ho definitivamente capito per quali motivi Reggio Calabria si trova in questo stato pietoso. La sentenza del Tar in relazione al ricorso sui brogli elettorali alle ultime comunali reggine, è stata accolta ‘con soddisfazione’ dalla maggioranza comunale. Abbiamo dovuto anche assistere all’ennesima uscita maldestra del sindaco Falcomatà, il quale ha parlato di ‘elezioni regolari’.

Di inammissibile, non c’è stata soltanto la decisione del Tar in merito al ricorso. Inammissibile è anche la mancanza di dignità del primo cittadino, il quale continua a prendere in giro tutti i reggini. A questo punto, è facile comprendere come abbia sorvolato con notevole nonchalance rispetto ai vergognosi atti illeciti registratisi alle ultime comunali reggine. Le parole di Falcomatà mi hanno lasciato esterrefatto, trasudano l’assoluta spregiudicatezza e determinazione da parte del sindaco nel volersi costruire una personale verità, da rivendere poi ai reggini tramite i post su Facebook.

“Evidente alterazione del regolare esercizio del voto di soggetti anziani”; “Creazione di una fitta rete di relazioni, che hanno consentito di porsi come terminale di un ben congegnato sistema”; “Capacità di muoversi con disinvoltura all’interno delle istituzioni pubbliche e degli uffici comunali e di relazionarsi con soggetti, utilizzati sovente come pedine da spostare all’occorrenza, allo scopo di dare materiale attuazione al meccanismo di alterazione della competizione elettorale”; “Assoluta spregiudicatezza e totale indifferenza per i procedimenti democratici di formazione della volontà popolare”.

Corro in soccorso di Falcomatà e di tutta la maggioranza comunale, rinfrescando loro la memoria con alcuni passaggi delle motivazioni pubblicate dal Tribunale del Riesame. Si stenterebbe a crederci, ma si parla delle stesse elezioni definite ‘regolari’ dal sindaco, evidentemente disposto a tutto pur di governare, compreso alterare la realtà di fatti che vanno evidentemente a suo sfavore.

Continuare a calpestare in questo modo l’onestà dei reggini che si sono presentati alle urne e al contempo offendere la memoria di cittadini deceduti e resuscitati per poter votare in favore del centrosinistra, è un qualcosa che fa rabbrividire al di là di ogni possibile dialettica politica. Si tratta non solo di semplice democrazia ma anche di valori umani, evidentemente del tutto assenti in chi continua a ballare ed esultare sui cadaveri di cittadini elettori a loro insaputa. Ritengo che il tempo, spesso galantuomo, darà le dovute risposte su questa imbarazzante vicenda e restituirà ai reggini almeno in parte la dignità che si sono visti strappare di dosso.

Il primo cittadino si fa beffe di una città che ha ridotto in macerie, mostrandosi sordo a qualsiasi urlo di dolore o richiesta di chiarimento. Sempre attivo sui social network, ma assente ingiustificato quando si tratta di dare risposte concrete ai reggini. Se si è trattato di ‘elezioni regolari’, Falcomatà  invece di utilizzare Facebook potrebbe guardare in faccia i reggini e affermarlo nel corso del consiglio comunale aperto, richiesto e invocato da cittadini e comitati da mesi, richiesta rimasta lettera morta. Non si capisce bene con

quali motivazioni.

Infine, ritengo doverosa una considerazione rispetto alla sentenza emessa dal Tar Calabria. La locuzione latina che recita “il massimo del diritto, il massimo dell’ingiustizia” mi appare la più fedele fotografia e traduzione in riferimento alle motivazioni del Tar. Una sentenza che considera inammissibile un ricorso per questioni tecniche ma al contempo vuole entrare nel merito della vicenda. Una sentenza che predilige i ritardi nella tempistica di presentazione del ricorso rispetto all’accertamento di un esercizio di voto irregolare, con conseguente democrazia inesistente. Una sentenza che preferisce girarsi dall’altro lato rispetto a quanto deciso dal Consiglio di Stato sulle comunali di Torrice nel luglio 2020, ovvero l’annullamento delle elezioni per gravi irregolarità riscontrate nei seggi. Una sentenza, quella del Tar Calabria, che abbiamo l’obbligo e il dovere di impugnare, rivolgendoci anche noi al Consiglio di Stato. Perche’ non è ammissibile, questo si, che a Reggio Calabria la garanzia da assicurare a ogni elettore di avere un voto regolare e trasparente sia un optional”.

Antonino Minicuci, consigliere comunale e metropolitano di Reggio Calabria.

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