Lun. Set 27th, 2021

..«Per la prima volta capiva di essere in mezzo a qualche cosa di ingiusto; il sentimento della sua condizione     gli si affacciò improvviso e chiaro e si sentiva come un angelo cadutoC. Alvaro – Gente in Aspromonte

L’entroterra calabrese è costellata da luoghi limitrofi sotterrati dalla fitta piantagione, paesaggi naturali immensi ricche a loro volta di fauna e flora e monti prestigiosi tra cui il parco nazionale Aspromontano, sito nel reggino, un luogo ove prevarica tutt’oggi una cultura dal sapore paesano nonostante il progresso costante del sapere umano, lontano dal caos e dal rumore frastornante urbano.

 DIDASCALIA: Monti Aspromontani, Fonte Turis Calabria

Ebbene, la mia osservazione storico – antro/sociologica si incentra in primis ad analizzare l’etimologia del nome stesso “Aspromonte”, digitando anche sul motore di ricerca google tramite Wikipedia, risulta tale spiegazione ossia che  il nome Aspromonte ha due possibili etimologie, oltre al significato di “monte aspro” che ne descriverebbe la morfologia, un’altra possibilità è il significato di “monte bianco“, dal termine grecanico aspro, che significa bianco. Alle sue pendici è insediata l’ultima comunità dei parlanti di lingua grecanica, un’antica lingua che deriverebbe dal greco antico o dal greco bizantino, per cui entrambe le etimologie sono verosimili. Terra ricca non solo di vegetazione, aria pulita, ma anche di storia, dagli antichi greci i quali hanno colonizzato le nostre terre, romani, normanni sino a Garibaldi, hanno lasciato un patrimonio storico culturale di cui pochi territori godono di taluna peculiarità, e molti tra i molteplici borghi soprattutto sono caratterizzati da monumenti e costruzioni lasciate dai nostri avi, nonostante la nota dolente ossia lo spopolamento delle aree periferiche permettendo l’urbanizzazione nella città limitrofe ad esse. La storia aspromontana abbiamo detto è connotata da millenni di colonizzazione da parte di territori in guerra fra di loro, da parte degli stranieri, soggetti estranei agli usi e costumi di quelle società. Noi siamo la storia, noi stiamo vivendo la storia, tra miti e leggende e sempre rovistando su Wikipedia essa offre qualche spunto sui personaggi che hanno valicato la nostra terra. Nel 1862, a seguito della questione romana Garibaldi tentò di arrivare a Roma con 3.000 volontari. Ma la risoluta reazione dei francesi costrinse Urbano Rattazzi ad intervenire e a mandare il generale Enrico Cialdini a fermare Garibaldi. A pochi chilometri da Gambarie, il 29 agosto 1862, si svolse lo scontro, nel corso del quale Garibaldi fu ferito e preso prigioniero insieme con i suoi seguaci, alcuni dei quali vennero fucilati. Nella località del comune di Sant’Eufemia d’Aspromonte, dove l’eroe fu ferito, si trovano un mausoleo con un suo busto e delle lapidi che lo ricordano ed è indicato l’albero che, secondo la tradizione, è quello dove egli si appoggiò ferito.

  DIDASCALIA: Copertina libro “Gente in Aspromonte”Fonte solo libri.net

Il grande Corrado Alvaro con la sua opera “Gente in Aspromonte” viene narrata in un arco temporale ove l’unità d’Italia aveva lasciato qualche frattura interna fra Mezzogiorno e Nord Italia e siffatto divario era connotato da fenomeni sociali fra cui proteste dei contadini per le tasse troppo esacerbate da parte dei ricchi proprietari terrieri, brigantaggio e prevaricazione sociale e soprattutto uno Stato assente. E’ in questo clima che Corrado Alvaro narra tali vicissitudini. Il primo racconto è ambientato in Calabria in una delle zone più depresse del meridione dove i pastori sottostanno alle condizioni che la natura e i padroni impongono loro. È la storia degli Argirò, una poverissima famiglia che vive senza alcuna speranza di poter cambiare la propria dura condizione. Uno dei figli, Benedetto, studia in seminario ed è l’unico vanto della famiglia che vede in lui il mezzo per riscattarsi socialmente agli occhi dei potenti locali, primi tra tutti i fratelli Mezzatesta, ricchi e famosi proprietari terrieri. L’Aspromonte rappresenta un paradiso geologico e botafaunistico, fare passeggiate all’aria aperta, un luogo di intrattenimento turistico il quale ha permesso a questa terra travagliata da guerriglie interne di riscattarsi, grazie ad una sottocultura basata su lavoretti artigianali, piccole e medio imprese ove ancora si produce tutto a mano tra cui l’arte della terracotta, il telaio con cui si realizzano tessuti pregiati, la gastronomia mediterranea, straordinaria è ad esempio  la raccolta di funghi nelle foreste di faggi dell’Aspromonte. Un connubio culturale fra presente e passato, storia e tradizioni, un entourage alla scoperta delle nostre origini, nonostante le difficoltà che tutt’oggi, a 160 anni dalla fatidica UNITA’ si presentano.

Dott.ssa Santostefano Francesca – Sociologa specializzanda

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