Ven. Set 24th, 2021

Articolo di Emilio Pio Cosentino tratto da www.meteoincalabria.it

Il 28 luglio 2021 è una giornata che rimarrà nella Storia della nostra regione.

Il Comitato per il Patrimonio Mondiale riunito online dal 16 al 31 luglio, e presieduto dalla Cina, ha deciso positivamente per l’iscrizione delle faggete vetuste di Pollinello (area del Pollino) e Valle Infernale (Aspromonte) nella lista del Patrimonio Unesco. Ciò rappresenta anche l’ingresso ufficiale della Calabria nella grande famiglia dei siti Unesco dichiarati per l’eccezionale valore universale secondo la Convenzione del 1972 (come avvenne per il Centro Storico di Roma, o di Firenze o per le isole Eolie). La Convenzione del 1972, infatti, tutela i siti unici per valore in ogni parte del mondo.  Si tratta in realtà di un’ulteriore estensione territoriale di un sito seriale denominato “Ancient and Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”, il cui riconoscimento risale al 2007 e inizialmente attribuito solo alle faggete di Slovacchia e Ucraina. Con le estensioni del 2011, del 2017 e quella di oggi, si contano ben 94 siti iscritti in 18 paesi europei.

Tornando alle nostre faggete l’unicità è racchiusa nei processi ecologici indisturbati in quanto fortunatamente scampate alle forti utilizzazioni forestali del secolo scorso. Il popolamento di faggio del Pollinello arriva fino ad oltre 2000 metri di quota, laddove in genere il faggio non arriva riuscendo a resistere in condizioni climatiche e ambientali spesso avverse (temperature basse, esposizioni a venti forti o galaverna) e in simbiosi  con il pino loricato. La faggeta vetusta di Valle Infernale rappresenta, inoltre, il sito più a sud della rete europea delle faggete vetuste in cui si nota l’adattamento della specie al processo di riscaldamento legato ai cambiamenti climatici. Insomma veri e propri laboratori naturali che riservano ancora molte sorprese per il futuro.

Questi lembi di foresta vetusta sono importanti anche perché in essi si possono osservare tutti i cicli vitali di una foresta: dal piccolo faggio a quello centenario, all’albero morto che rappresenta vita e rifugio per molti animali, come piccoli mammiferi, rapaci notturni,  o per specie che rappresentano il bioindicatore della salute delle nostre foreste come il picchio.

Grazie alla collaborazione tra Università della Tuscia ed Ente Parco Nazionale del Pollino, nella faggeta del Pollinello sono stati rinvenuti i faggi più vecchi d’Europa scientificamente datati, di oltre 600 anni!!! E non solo. L’area dichiarata di eccezionale valore universale comprende anche pini loricati ultra centenari come il “Patriarca del Pollinello” che arriva a quasi 1000 anni di vita. Gli ecosistemi delle faggete vetuste del Pollinello e della Valle Infernale permettono la sopravvivenza di animali in via di estinzione, come i coleotteri Rosalia Alpina, dal colore azzurro con macchie nere sulle elitre, o il Buprestis Splendens che vive sotto le cortecce dei pini loricati vetusti del Pollino e di altre pochissime stazioni dei Balcani.

Piccola nota “meteorologica”: al confine dell’area Unesco è ubicato il nevaio del Pollino che aggiunge ancor più valore a questo luogo straordinario.

Come evidenziato, si tratta di ecosistemi assai fragili, che devono rimanere indisturbati, per questo sottoposti ad un regime assai rigido di tutela. Il Parco Nazionale del Pollino ha assunto severe misure di protezione della faggeta vetusta del Pollinello, mentre la Valle Infernale è interamente gestita dai Carabinieri Forestali. Per eventuali visite o ulteriori informazioni è fortemente consigliato di contattare il Parco di riferimento evitando iniziative personali che potrebbero recare alterazioni ai fragili equilibri ecologici di tali meraviglie della natura.

Insomma, da oggi ognuno di noi ha una missione da compiere che è motivo di orgoglio e rappresenta un forte stimolo a proteggere questa straordinaria terra di Calabria che merita solo di essere amata e rispettata.

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