Ven. Set 24th, 2021

Importante evento culturale in programma sera di sabato 31 luglio, a Gerace. Presso lo “Studio Arte 55” di Via Zaleuco 17, infatti, per la prima volta nella Locride sarà inaugurata una mostra- ad ingresso gratuito- di opere pittoriche dell’artista romano Mario Martini (“Pittore irregolare”), Oltre trenta pregevoli tele resteranno esposte, per il periodo estivo, presso lo “Studio Arte 55” di cui è titolare Vitaliano Fortunio, artista locrese da anni trapiantato a Roma, città in cui conobbe, divenendone sincero amico ed estimatore, Mario Martini, le cui opere oggi sono ricercatissime ed arricchiscono collezioni pubbliche e private.

“Un autodidatta, un istintivo, le sue opere non si richiamano ad alcuna Scuola artistica” dice oggi di lui Fortunio il quale aggiunge che “la produzione di Martini “assorbe la poetica espressionista che ha pervaso la Roma del Novecento. La sua voglia di esprimersi era impetuosa, si spingeva fino a rappresentare segni figurativi forti, scritte che esprimevano la rabbia e la protesta dell’epoca. Erano materiali poveri, riciclati- aggiunge Fortunio- a costituire i supporti dei suoi dipinti, personaggi surreali che richiamano- per alcuni aspetti- quelli di Tano Festa, protagonista della “Scuola” di Piazza del Popolo”.

Fortunio, che restò vicino all’amico Mario fino agli ultimi istanti della sua vita, ricorda che i funerali di Martini vennero celebrati nella Capitale il 6 marzo 2007 nella Chiesa degli Artisti, a Piazza del Popolo. “Fu irruento, chiosa, scostante nell’arte come nella vita; polemico soprattutto contro il potere politico e contro i potenti della Terra. In realtà, nel suo cuore, nel suo animo, voleva proteggere la vita delle persone bisognose e mal sopportava l’enorme disparità economica”. Qualche tempo fa, in un ricordo di Martini, un altro noto artista, Luigi M. Bruno, anche lui amico del pittore romano, si chiedeva se Mario sia stato “L’ultimo pittore della generazione di via Margutta degli anni ’50? L’ultimo pittore bohemiénne? O addirittura l’ultimo pittore di strada? Perché erano quelle quattro strade del centro la sua vera casa, nel suo “studio” ci andava solo a dipingere in fretta tele da svendere subito. Sì, anche dopo le consacrazioni critiche importanti (Montanarini, Avenali), dopo le prime esposizioni “vere”, Mario continuava a svendere all’incanto i suoi dipinti per strada, o in qualche trattoria, o negli studi degli amici”.

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