Mar. Gen 31st, 2023

La guardia di finanza di Reggio Calabria e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio, diretta dal procuratore dottor Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro di beni, costituto da compendi aziendali, beni immobili e rapporti finanziari, per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore romano Paolo Sipone, cl.’65.

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La figura criminale di Sipone emerge dalle attività di indagine nell’ambito dell’operazione “Galassia” a conclusione della quale erano stati eseguiti provvedimenti:

– restrittivi personali a carico di 20 soggetti, tra i quali anche Paolo Sipone, tra gli ideatori e capo promotore di un complesso e remunerativo sistema criminale, connesso all’illecita commercializzazione di prodotti per la raccolta di scommesse on-line, attraverso importanti bookmakers esteri con sede in Austria e Malta, che, in rapporto sinallagmatico con la criminalità organizzata italiana, ossia con la ‘ndrangheta, per il territorio calabrese – ma anche con “cosa nostra”, con la “sacra corona unita” e con la “camorra” per le rispettive aree geografiche di interesse – da un lato consentivano a quest’ultima di infiltrarsi nella propria rete commerciale e di riciclare gli imponenti proventi illeciti, dall’altro traevano essi stessi significativo supporto per l’ampliamento della propria rete commerciale e per la distribuzione capillare del proprio marchio sul territorio;

– cautelari reali, aventi ad oggetto 23 società estere, 15 imprese operanti sul territorio nazionale, 33 siti web nazionali e internazionali, numerosi immobili, automezzi e conti correnti italiani ed esteri, nonché innumerevoli quote societarie e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

L’attività investigativa effettuata ha consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra il profilo reddituale e quello patrimoniale di Sipone e del relativo nucleo familiare è stata così disposta la misura cautelare del sequestro di 5 società di capitali di cui 1 di diritto austriaco, 7 fabbricati siti in Roma, nonché ulteriori disponibilità finanziarie, per un valore complessivo pari ad oltre 1,6 milioni di euro.

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