Mar. Dic 7th, 2021

Davi, “purtroppo in Calabria pezzi di istituzioni tifano ancora per la ‘Ndrangheta”

Domenica scorsa, Klaus Davi e l’Arcivescovo di Monreale Mons. Michele Pennisi hanno ricevuto il prestigioso premio “Torre d’Argento” a Santa Maria di Licodia (Catania), durante la XXXII edizione della manifestazione curata dal direttore artistico Giancarlo Santanocito. Entrambi si sono distinti per il loro ruolo nella lotta alle mafie: Klaus Davi con i suoi scoop e le sue inchieste, Mon. Pennisi in particolare per essere tra gli ideatori del Gruppo di lavoro sulla ‘scomunica alle mafie’, costituito dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale per onorare Rosario Livatino, primo magistrato beato nella storia della Chiesa. Oltre all’arcivescovo di Monreale, fanno parte del gruppo il presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Giuseppe Pignatone, il presidente dell’associazione Libera don Luigi Ciotti, Rosy Bindi e Vittorio Alberti. Durante il discorso successivo alla premiazione, il giornalista italosvizzero è stato molto duro: “purtroppo alcuni pezzi delle istituzioni in Calabria tifano apertamente per la ‘Ndrangheta e non si preoccupano neanche di nasconderlo. Uno dei modi per rendere il lavoro più facile ai mafiosi è tenere lontano i giornalisti. Un altro è tributare loro riconoscimenti in luoghi da cui andrebbero tenuti lontani. La Calabria sembra la Sicilia degli anni ’90, e non a causa del popolo calabrese che spesso si ribella ma che non trova sempre interlocutori adeguati tra le autorità. In Calabria praticano delle teorie esattamente opposte a quelle di Paolo Borsellino, che esortava a parlare il più possibile di mafia. Alcuni settori delle istituzioni – non tutte, sia chiaro – non vogliono che se ne parli proprio. Ma io me ne infischio e vado avanti”. Insieme al giornalista e a Monsignor Pennisi hanno ricevuto il premio anche il rapper vincitore di due dischi di platino Daniele Rossetti – in arte Puritano – e l’autrice Tv e curatrice editoriale Cecilia Tanturri.

Molte le firme del giornalismo a ricevere il premio nelle edizioni passate, tra cui Paolo Del Debbio, Mario Giordano, Francesco Vecchi, Alessandro Sallusti e Giuseppe Brindisi.

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