Ven. Dic 3rd, 2021

E’ emergenza continua: non concedono tregua i roghi che da circa due mesi stanno consumando la provincia di Reggio Calabria. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, considerato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per le antiche faggete vetuste della Valle Infernale, considerate il termometro di un intero continente, in grado di anticipare i cambiamenti dell’emergenza climatica globale, sta rapidamente scomparendo. Si parla di piromani e incendi dolosi, si punta il dito contro gli appalti per lo spegnimento degli incendi, ma la verità è una sola: i mille colori della natura, caratteristici di un paesaggio che la nostra terra ha la fortuna di offrire al mondo, sono stati sostituiti da un manto di cenere e polvere grigio distruzione. Il fronte di fuoco ha interessato dapprima l’area grecanica ed ha successivamente coinvolto l’Aspromonte jonico. Complici le temperature elevate, le operazioni di recupero della zona hanno subito un rallentamento. Centinaia di ettari sono andati perduti, la pineta di Acatti (San Luca) con i suoi giganti pini larici secolari è stata rasa al suolo, la strada che sale verso lo Zomaro è stata quasi completamente incendiata, è allarme anche a Roccaforte del Greco, Roghudi e Bagaladi. «Che tutti sappiano, – scrivono le guide ufficiali del Parco dell’Aspromonte – che chi brucia un bosco, brucia un pezzo del presente e del futuro di tutti e molti non si stanno rendendo conto del danno enorme che stiamo subendo ed abbiamo subito». Stiamo pagando un prezzo molto alto anche in termini di vite umane: un pastore di 77 anni è morto a Grotteria mentre cercava di mettere al riparo le proprie greggi dalle fiamme, due agricoltori di 53 anni e 34 anni, rispettivamente zia e nipote, sono morti a San Lorenzo nel tentativo di salvare l’uliveto di loro proprietà. Stando a quanto afferma il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, solo in Calabria sono state mobilitate 20 squadre della Protezione Civile con due decreti firmati dal presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, il quale ha previsto un programma di ristori da implementare nel prossimo futuro per le persone e le imprese colpite ed un piano di messa in sicurezza del territorio. Curcio, a margine della riunione operativa in prefettura a Reggio Calabria, affronterà una riunione alla sala operativa di Coordinamento regionale ai fini di una valutazione operativa per tutta la regione. Da fine luglio, il Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria ha operato mediante un dispositivo emergenziale basato giornalmente su oltre 180 unità svolgendo oltre 750 interventi di tipo AIB (Antincendio Boschivi). Dal 15 giugno a mercoledì 11 agosto, gli interventi per fronteggiare l’emergenza incendi sono stati 48.656 in tutta Italia: solo in Calabria, hanno operato otto Canadair, cinque nazionali e tre francesi, oltre a elicotteri, mezzi dei vigili del fuoco, del comparto forestale e del volontariato.

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