Lun. Mag 16th, 2022

Pdl capogruppo Udc per modifica geografia giudiziaria

di Raffaella Silvestro

Una nuova, importante e decisa azione

istituzionale per restituire ai calabresi della

Sibaritide e del Pollino un sistema giudiziario efficiente che

superi i tantissimi disagi causati dalla Riforma Severino e,

quindi, dalla soppressione dell’allora Tribunale di Rossano.

Sarà discussa e messa ai voti oggi nel corso della seduta del

Consiglio regionale la proposta di Legge alle Camere ‘Modifiche

al Decreto legislativo 7 settembre 2012, N.155 (Nuova

organizzazione dei Tribunali Ordinari e degli Uffici del

Pubblico Ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della

Legge 14 settembre 2011, n.148) e successive modifiche”. E’

quanto riferisce una nota diffusa dal capogruppo dell’Udc in

Consiglio regionale, Giuseppe Graziano.

“La proposta di Legge (N.116/11^) – si aggiunge nel

comunicato – nasce su iniziativa di Giuseppe Graziano, che in

questi mesi ha lavorato su una nuova iniziativa istituzionale,

insieme alle associazioni forensi, ai comitati, alle forze

sociali che da ormai un decennio sono impegnati costantemente

per chiedere la riattivazione del presidio di giustizia di

Rossano (oggi Corigliano-Rossano), oggi pronta ad impegnare il

Parlamento su una modifica sostanziale della Riforma della

geografia giudiziaria”.

“Si tratta di un’iniziativa – afferma Graziano – che parte

dal basso e che nell’ultimo anno mi ha visto impegnato

costantemente a fianco dei cittadini del territorio della

Sibaritide-Pollino per tentare una nuova soluzione a quelli che

sono stati i disagi e i disservizi generati dall’allora Riforma

Severino che nel 2012, probabilmente con troppa superficialità e

senza andare a fondo nelle dinamiche dei territori, decise di

sopprimere il presidio giudiziario di Rossano, accorpandolo a

quello di Castrovillari. Oggi, insieme al Consiglio regionale,

chiederemo che venga posto un correttivo importante a quel

vulnus legislativo creato dal Dlgs 155/2012. È la prima volta

che viene avviata un’azione legislativa regionale in tal senso

volta ad intervenire su un decreto dello Stato. Sono noti a

tutti gli effetti nefasti prodotti dall’attuazione della nuova

geografia giudiziaria soprattutto in Calabria, dove è stato

soppresso un Tribunale all’interno di un contesto territoriale

complesso e difficile come la Sibaritide che, proprio a causa

della mancanza di un presidio dello Stato forte e autorevole,

negli ultimi dieci anni ha visto un costante recrudescenza delle

attività della criminalità organizzata che ha sostanzialmente

tolto spazi alla crescita sociale e imprenditoriale di questo

territorio. Non è un mistero che la chiusura del Tribunale di

Rossano abbia determinato negli anni una involuzione di uno dei

territori più ricchi e strategici della Calabria. Non solo:

l’accorpamento di due territori giudiziario delicati come quello

della Sibaritide e del Pollino ha affaticato l’attività

giudiziaria e di controllo del territorio in un’area in cui

vivono più di 300mila persone. Oggi, con un’azione forte, decisa

e concreta del Consiglio regionale, il Parlamento dovrà

rimediare a questa macchia legislativa. E dovrà farlo anche alla

luce delle nuove dinamiche territoriali che nel frattempo si

sono venute a determinare come la nascita del nuovo comune di

Corigliano-Rossano. Una città di 80mila abitanti, la terza in

Calabria, che non può rimanere senza un presidio di Giustizia.

Sono fiducioso perché fino ad ora tutte le azioni partite dal

basso e generatesi per rivendicare i diritti acquisiti dalla

popolazione di Corigliano-Rossano per effetto di un processo di

fusione lungimirante, hanno partorito sempre ottimi risultati:

dal mantenimento e poi al potenziamento di importanti servizi,

per finire a nuove strategie per il trasporto pubblico, passando

per la definizione dei collegi camerali. Ora siamo di fronte

alla sfida più importante: riportare un Tribunale in questa

città e a servizio del territorio. È questa una legge che serve

alla Calabria per far tornare forte la presenza dello Stato sul

territorio. Ecco perché oggi in Consiglio regionale chiederò a

tutti i colleghi consiglieri di maggioranza e opposizione di

firmarla e sostenerla all’unanimità”.

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