Dom. Ago 14th, 2022

di Raffaella Silvestro

La Calabria continua a bruciare. Si tratta di un

disastro ambientale senza precedenti

che sta causando anche la perdita di vite umane”. Lo afferma, in

una nota, il segretario generale della Fai Cisl della Calabria,

Michele Sapia.

“Nonostante l’importante e sfiancante lavoro di questi giorni

degli addetti forestali impegnati nel servizio Anti-Incendio

Boschivo, che in pochissimi citano – aggiunge Sapia – il numero

esiguo degli addetti non consente un’azione capillare. Servono

azioni e investimenti, mezzi e prevenzione, nuovi sistemi e

forza lavoro. Serve un immediato ricambio generazionale nel

settore forestale calabrese.

La Calabria non ha bisogno di sole parole e di inutili dispute.

La Calabria è ambiente: uno straordinario patrimonio

naturalistico, boschivo e di biodiversità che rischia di sfumare

per gli incendi, per la carenza di manutenzione e di pulizia del

sottobosco e del bosco. Gli incendi si combattono d’estate con

il servizio Aib e durante tutto l’anno facendo prevenzione,

manutenzione del bosco e sottobosco, capillare informazione

nelle comunità e nelle scuole. È certamente necessario applicare

norme e sanzioni contro gli incendi dolosi, ma fare prevenzione

è sinonimo di responsabilità e buon senso. Fare prevenzione è

meglio che affrontare ripetutamente le emergenze legate al

maltempo e agli incendi”.

“Il problema della lotta agli incendi boschivi – dice ancora il

segretario della Fai Cisl della Calabria – è un tema molto

delicato che non può essere solo argomento estivo e che diviene

ancora più importante se si pensa ai cambiamenti climatici e

all’aumento delle temperature. Sarà determinante prevedere

azioni e strategie per rafforzare l’attività dell’Aib,

rafforzando le competenze del personale e introducendo

innovazioni organizzative e tecnologiche. Sarà strategico

condividere e socializzare quelle esperienze che vedono scienza

ed ecologia connesse tra loro. Pertanto, insieme

all’indispensabile ricambio generazionale e alle azioni di

pulizia del sottobosco, sarà importante rinvigorire l’attività

del servizio Aib tramite nuovi sistemi ‘terrestri’ (programmi e

sensori che misurano costantemente l’umidità presente nel

terreno tramite sistemi di alimentazione con energia

fotovoltaica) e sistemi ‘non terrestri’ (veicoli robotici Uav e

moderne tecnologie di sensoristica). Tutte soluzioni di

preallarme e monitoraggio, da supporto al tradizionale lavoro di

avvistamento umano, finalizzate a prevenire l’appiccare degli

incendi e a un immediato intervento sui luoghi interessati per

prevenire la diffusione del fuoco tramite un’immediata azione

sul posto. Poter conoscere in tempo reale il grado di pericolo e

di rischio sul luogo interessato è, infatti, strategico, nonché

di forte sostegno ai lavoratori chiamati a gestire l’emergenza.

Modernizzare il sistema per rilevare con immediatezza gli

incendi e monitorarli in tempo reale, tramite l’utilizzo di

nuove tecnologie, droni e sensori che acquisiscono i dati e

fanno misurazioni, può rafforzare l’azione di intervento e

controllo degli incendi svolta dai lavoratori forestali. La

manutenzione e il controllo di questi sistemi dovranno essere

costanti e gestiti tramite l’impiego dei lavoratori forestali

con nuove e specifiche competenze. Resta pertanto strategico e

basilare un immediato rafforzamento della manodopera forestale

per le attività di servizio Anti-Incendio Boschivo e di

prevenzione degli incendi. Non ci stancheremo di sostenere che

servirà un Piano straordinario regionale per azioni di

prevenzione, attività AIB, manutenzione a difesa del suolo e

rimboschimento, investendo nel lavoro forestale, nella ricerca,

nella formazione e nella filiera del legno. In Calabria c’è

bisogno di condividere una visione per la tutela di un

territorio che sta scomparendo a causa sia dello spopolamento,

sia per un’evidente carenza di tutela ambientale, per atti

incivili da perseguire come gli incendi di questi ultimi giorni

che stanno distringendo importanti aree verdi della Calabria. Ma

altrettanto gravi sono l’abbandono e l’assordante silenzio

rispetto al valore del lavoro forestale per la gestione

responsabile del bosco, la tutela delle aree interne e la

centralità della montagna, che è la spina dorsale della nostra

regione, un ‘unicum’ sotto l’aspetto antropologico, faunistico e

della flora.

Sarà indispensabile, nell’alveo delle politiche di tutela del

territorio, riscoprire l’importanza della moltiplicazione delle

risorse forestali, il ruolo chiave nell’ecosistema del bosco e

quanto sia necessaria la gestione qualificata delle foreste,

cogliendo, tramite una precisa programmazione e pianificazione,

tutte le opportunità messe in campo dall’Europa nell’attuale

contesto di emergenza sanitaria”.

“Purtroppo, constatiamo con amarezza – conclude Sapia – che i

numerosi incendi dolosi sono la prova evidente che questo tempo

di pandemia non ci sta insegnando abbastanza: cioè che l’aria è

un elemento essenziale e primario per la vita. E oggi siamo

costretti a ribadirlo: in una regione prevalentemente montuosa e

ricca di risorse naturali, come la Calabria, senza bosco non c’è

aria, non c’è futuro, non c’è sicurezza per le persone e per il

territorio”.

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