Mar. Dic 7th, 2021

Con un’acuta analisi dello storico professore Pino Macrì è stato presentato a Gerace il libro di Vincenzo Cataldo “Napoli e le sue provincie durante il viceregno austriaco (!707-1734”.Dopo l’apertura della presentazione da parte del giornalista Gianfranco Sansalone, direttore di Aba News e Aba Comunicazione, i saluti di Giuseppe Mantella ideatore del progetto Tra Arte e Fede della Diocesi di Locri- Gerace, del vice sindaco di Gerace Salvatore Galluzzo, del Direttore del Museo Diocesano e del Tesoro della Cattedrale di Gerace professore Giacomo Oliva, Macrì si è soffermato ad illustrare il corpus del libro partendo dalla dedica e affermando che “Non vi è alcun fatto o evento trattato che non abbia riscontro in un documento storico cercato, trovato, studiato e riscontrato dall’autore nei vari archivi, come quello di Locri, di Reggio Calabria o di Napoli. Vincenzo Cataldo – ha affermato Macrì – non lascia nulla al caso e verifica ogni documento. L’autore ha impiegato ben diciassette anni per leggere e studiare i documenti che prendono in esame dinamiche in merito alla realtà di ventisette anni di dominazione austriaca nel Regno di Napoli. Il testo potrebbe benissimo far parte di un corredo di testi universitari, in quanto analizza e porta a conoscenza quali siano stati i rapporti nei vari ceti sociali dell’epoca e quali le connessioni intercorse tra loro. Si trova nel testo – ha continuato Macrì – un’analisi dei rapporti socio economici fra gli esponenti delle varie baronie e la classe aristocratica. Quella che alla fine era la più interessata affinché il corso delle leggi promulgate facesse il proprio corso e raggiungesse l’obiettivo per il quale erano state promulgate. Macrì ha terminato la sua analisi spiegando che, nel testo di Vincenzo Cataldo, si trovano le risposte ai tanti perché che hanno condotto al raggiungimento del cambiamento socio-economico del tempo,Lo stesso autore, incalzato dal direttore di Aba Sansalone, si è soffermato sui perché dei cambiamenti che si sono verificati, portando ad una evoluzione dell’assetto istituzionale, militare, economico e sociale della società, che ha visto come protagonisti al potere gli austriaci nel Regno di Napoli. Un Regno apparentemente unito, ma che in realtà denotava spaccature e crepe tra i ceti sociali. Si raccontano fatti ed eventi che denotano la presa di posizione nella difesa del potere e del territorio, contro i fenomeni anche del banditismo o del contrabbando che a quei tempi vedeva il Mezzogiorno d’Italia come protagonista. Vincenzo Cataldo è dottore di ricerca in Storia dell’Europa mediterranea presso l’Università degli studi di Messina e collabora con la Cattedra di Storia Moderna presso lo stesso Ateneo.

Pasquale Muià

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