Mer. Dic 8th, 2021

Lettera a sindaco di Paola,’spostarla indebolisce lotta a mafia’

di Raffaella Silvestro

Il Comune di Paola ,sul Tirreno Cosentino,

ha deciso di “sfrattare” la scultura antimafia

inaugurata il 25 aprile 2004 e intitolata a Luigi Gravina,

commerciante ucciso dalla ‘ndrangheta il 22 marzo del 1982 per

avere denunciato i suoi estortori. Una decisione su cui la

vedova, Luigina Violetta, chiede chiarimenti al sindaco Roberto

Perrotta con una lettera aperta.

“Veniamo a rappresentare una situazione di disagio e

rammarico – scrive la donna – che la sottoscritta e la sua

famiglia stanno vivendo per l’avvio dell’iter amministrativo che

dovrebbe portare alla rimozione della scultura dedicata dal

Comune alla vittima di mafia Luigi Gravina da voi installata

nell’area di via Nazionale, nel luogo ove il nostro congiunto ha

trovato la morte. L’11 agosto scorso, infatti, la sottoscritta

ha ricevuto una telefonata dal dirigente dell’Utc, attraverso la

quale veniva informata di tale volontà e, quindi, sollecitata a

collaborare con il Comune al fine di individuare con urgenza

altra zona idonea ove spostare la scultura. Tale stato di cose,

a distanza di 17 anni dalla lodevole iniziativa

dell’Amministrazione da lei diretta, ci lascia sorpresi. Non

capiamo, infatti, quali problemi insormontabili possano essere

sorti oggi, rispetto ad una iniziativa antimafia assunta dalla

Pubblica amministrazione quasi un ventennio fa ed elogiata dalle

Istituzioni e dalla Politica a tutti i livelli, tali da

determinare un trasferimento della struttura da quella specifica

area”.

Dopo avere ricordato l’intervento dello stesso Perrotta in

occasione dell’inaugurazione – “a Luigi va il nostro ricordo, il

nostro pensiero e la

nostra gratitudine per aver trovato il coraggio della denuncia,

la sua morte violenta e crudele ci fa sentire ancor più vicini

alla sua famiglia, a cui va tutto il nostro calore” – Luigina

Violetta scrive, “oggi registriamo questa nuova determinazione

che, francamente, non comprendiamo, sia per il tantissimo tempo

trascorso da quella cerimonia, sia per la determinazione con cui

lei nel 2004 ha voluto onorare il nostro caro congiunto nel

luogo esatto ove ci è stato tolto per sempre dalla violenza

della criminalità organizzata. Spostare quel simbolo antimafia

in altro luogo, significherebbe, a nostro avviso, svilire la

figura di Luigi Gravina e indebolire la lotta alla mafia. E’

come se la Istituzione si fosse in un certo senso tirata

indietro, togliendo lustro all’iniziativa di allora”.

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