Mer. Ott 27th, 2021

Tra gli ospiti della prima puntata stagionale di Tutti In Campo, c’era anche l’ex attaccante di Crotone e Cosenza, Alessandro Ambrosi, il quale in collegamento telefonico ha detta la sua sulle formazioni calabresi ma ancor di più ha ribadito l’importanza di investire sui settori giovanili. Vi riportiamo in seguito le dichiarazioni rilasciate ieri sera dall’ex bomber di Fiuggi, oggi impegnato nello scouting e nella realizzazione di interessanti progetti che mettono al centro i giovani talenti.

Su Cosenza, Reggina e Crotone: ” Sono tre formazioni che partono con ambizioni diverse, ma possono fare molto bene. Il Cosenza dopo un’estate dove è stata in bilico tra B e Lega Pro si sta amalgamando, credo che ha buone possibilità di centrare la salvezza. Il Crotone oggi è una realtà importante, è una squadra che verrà fuori e ha tutto per centrare un posto in zona play off. La Reggina è partita molto bene, è una squadra esperta e ha tutto per essere protagonista”.

Gli anni vissuti in Calabria: “A Crotone ho fatto il mio campionato di Serie C e sono stato il giocatore ad aver segnato il primo goal del Crotone in Serie B. In quegli anni Crotone era in rampa di lancio nel calcio che conta, oggi invece è una realtà ben consolidata ad alti livelli. A Cosenza ho giocato nei miei ultimi anni di carriera, dove sono riuscito a vincere il campionato di Serie D, conservo ricordi bellissimi. La Calabria per me è stata una parte importante della mia vita, mi auguro che le squadre calabresi vadano sempre avanti. Io tifo per loro”.

Gori e Mulattieri: “Due ottimi prospetti di cui ne sentiremo parlare, ho visto giocare più Mulattieri, giocatore davvero straordinario. Lo stesso Gori, sul quale credo che aiuterà tantissimo il Cosenza a centrare l’obiettivo salvezza”.

Sui settori giovanili: “E’ fondamentale investire sui settori giovanili, ma purtroppo se ne riempiono tutti la bocca e poi si tirano indietro quando si tratta di agire. Sono poche in Italia le società che lavorano bene con i giovani. Un ragazzo se è bravo deve giocare sempre e non solo se lo impone un regolamento. Bisogna puntare su tecnici qualificati, togliere le classifiche nei campionati giovanili, perché così si dà priorità al risultato e non alla crescita del giovane. Agli Europei abbiamo visto come i 2002 e i 2003 sono stati incaricati di calciare i rigore in una finale, da noi in Italia tutto questo non esiste. Lo dico da sempre, serve cambiare mentalità sennò saremo destinati a rimanere ancora indietro”.

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