Ven. Set 24th, 2021

GIUSTIZIA , scrive così Giacomo Mancini sulla vicenda dell’uomo morto in carcere a Cosenza:

“|Un nostro concittadino è morto nel carcere di Cosenza. Si chiamava Pasquale Francavilla. Aveva 46 anni. Era detenuto per una vicenda di droga. Stava scontando una condanna a poco più di sei anni. E’ diventata una condanna a morte.

Le sue condizioni di salute erano incompatibili con il regime carcerario. Soffriva di una grave patologia vascolare. Dieci giorni fa era stato ricoverato di urgenza all’Annunziata: reparto di terapia intensiva. Avrebbe dovuto sottoporsi ad un altro delicato intervento chirurgico. Era stato fissato ad ottobre. Ma pochi giorni dopo il ricovero dalla terapia intensiva era stato riportato direttamente in carcere. Dove i medici avevano detto che non poteva stare. E dove è morto.

I media informano che la procura ha aperto un fascicolo per verificare eventuali responsabilità.

Vedremo. Ma quello che è evidente fin da subito è che in Calabria i detenuti sono privati dei più elementari e sacrosanti diritti costituzionali. Sacrificati, calpestati, insudiciati sull’altare di un imprecisato bene superiore.

E tutto ciò avviene in un vergognoso silenzio.”

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