Gio. Giu 30th, 2022

di Raffaella Silvestro

  

Sono 43 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 14 i soggetti finiti ai

domiciliari nell’ambito dell’operazione “Crypto” condotta dalla

Guardia di finanza e che ha stroncato un traffico internazionale

di droga. Coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni

Bombardieri e dagli aggiunti Giuseppe Lombardo e Gaetano Paci,

l’inchiesta nasce dall’operazione “Gerry” che, nel 2017,

consentì di sgominare una consorteria composta da elementi di

vertice delle cosche Molé-Piromalli di Gioia Tauro e

Pesce-Bellocco di Rosarno. Oltre che in Calabria, il blitz ha

impegnato circa 400 finanzieri in Sicilia, Piemonte, Puglia,

Campania, Lombardia e Valle d’Aosta.

Sono complessivamente 93 gli indagati tra cui esponenti di

spicco della ‘ndrina Cacciola-Certo-Pronestì che, secondo la

Procura, avevano messo in atto un’organizzazione transnazionale

capace di pianificare ingenti importazioni di cocaina dal nord

Europa e dalla Spagna e di piazzarla in buona parte delle

regioni italiane e anche all’estero. Gli indagati avevano a

disposizione una flotta di mezzi necessaria per far giungere a

destinazione la droga e potevano, inoltre, contare sull’utilizzo

di schede telefoniche tedesche e sulla possibilità di recuperare

e modificare ad hoc auto dotate di doppi fondi così da renderle

praticamente impermeabili ai controlli. La cocaina raggiungeva

diverse “piazze di spaccio”.

Tra i personaggi principali della rete c’era un cittadino

dominicano, Humberto Alexander Alcantara. Era lui che garantiva

ai calabresi i contatti diretti con i fornitori sudamericani.

Tra gli indagati Marco Paladino, legato alla cosca Gallace di

Guardavalle e stabilmente residente in Germania che aveva sia la

funzione di corriere che quella di procacciatore di partite di

cocaina provenienti dal nord Europa. In Germania pure Domenico

Tedesco con il compito, secondo gli inquirenti, di fornire

appoggio logistico ai referenti dell’organizzazione.

L’inchiesta, inoltre, ha dimostrato contatti con esponenti della

cosca Cappello di Catania per creazione di una rotta in grado di

fare giungere la cocaina a Malta. Ai domiciliari Ivan Meo che,

nel 2018, assieme a due soggetti, si è recato via mare a Malta e

ha riportato in Italia oltre 50mila euro provento di cessione di

droga. Durante l’indagine arrestati in flagranza 10 corrieri e

sequestrati circa 80 chili di cocaina.

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