Mar. Ott 19th, 2021

di Raffaella Silvestro

       

La direzione Investigativa Antimafia ha eseguito

un provvedimento di confisca di beni mobili ed

immobili per un valore complessivo di circa due milioni di euro.

I beni erano nella disponibilità di due persone arrestate nel

luglio del 2016 nell’ambito della operazione antimafia

“Alchemia”, condotta dalla Dda reggina e conclusasi con

l’emissione di 42 misure cautelari.Tutte e due sono risultate

affiliate a notissime cosche di ‘ndrangheta ed indiziate di

associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione

mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e società.

Tutto è partito da indagini preventive della Dia, cui è seguita

la proposta di confisca della Procura della Repubblica di Reggio

Calabria e l’emissione del provvedimento da parte della Sezione

Misure di Prevenzione del Tribunale.

Il Tribunale di Reggio Calabria ha riconosciuto come

l’associazione all’interno della quale agivano i due soggetti

colpiti dal provvedimento ablativo fosse propriamente di tipo

mafioso e ha quindi disposto la confisca dell’intero capitale

sociale e patrimonio aziendale di un’impresa operante nel

settore delle pulizie industriali e civili, di un fabbricato e

di un terreno siti in provincia di Alessandria, nonché di conti

correnti, beni mobili registrati e posizioni finanziarie

riconducibili agli interessati per un valore complessivo di 2

milioni di euro.

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